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Pera: un manifesto per l'Occidente Stampa
Attualità

Il presidente del Senato lancia un documento a difesa dell'identità dell'Europa «in crisi di valori» Due i pericoli: «Il laicismo e il fondamentalismo».
I punti: l’amicizia con gli Usa, la lotta al terrorismo la tutela della famiglia fondata sul matrimonio e della vita sin dal concepimento, la libertà educativa. Molti i firmatari del testo

ImageÈ un appello, un manifesto, un documento di principi che guarda esplicitamente, ma non esclusivamente, alla Casa delle Libertà e all'area che rappresenta, definita di «conservatorismo liberale». Che parte dalla crisi morale e d'identità dell'Occidente, fiaccata al proprio interno dal «laicismo e dal progressismo che rinnegano i costumi millenari della nostra storia, e minacciata dall'esterno «dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico». E che cerca un approdo identitario nelle radici giudaico cristiane e uno sbocco politico che esalta «il valore della civiltà occidentale» dell'Europa in stretta alleanza con gli Stati Uniti d'America.

Ieri il presidente del Senato Marcello Pera ha dunque presentato, nella sede della stampa estera in Italia, gli undici punti del suo manifesto, sottoscritto da parlamentari della CdL, da personalità della cultura, della società civile, del mondo accademico. Un documento, ha tenuto a far sapere «che è stato letto e apprezzato» dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (che, in serata, ha annunciato di averlo firmato). Ma che non è accompagnato «da una lista di richieste di seggi: è una dichiarazione di intenti».

I punti riguardano la solida amicizia con gli Stati Uniti, un ritrovato europeismo nello spirito dei Padri fondatori, la lotta al terrorismo islamico anche attraverso «il pieno sostegno ai soldati» impegnati in missioni estere, un diverso modello di integrazione degli immigrati stranieri, basato «sul rapporto tra l'individuo e lo Stato», che non può più accettare che il singolo immigrato «sia sottoposto alle regole della sua comunità d'origine», il rispetto della vita «dal concepimento alla morte naturale», la sussidiarietà, la famiglia «fondata sul matrimonio da tenere distinta e protetta da altre forme di unione», l'impegno a diffondere la libertà e la democrazia in ogni parte del mondo, la distinzione tra Stato e Chiesa ma «senza cedere al tentativo laicista di relegare la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato, l'equiparazione piena tra scuola statale e scuola non statale. Nella presentazione Pera ha spiegato che «i principi fondamentali e le conquiste civili dell'Occidente sono attaccate culturalmente, politicamente e, ahimé, anche con le armi». Ma, ha aggiunto, «non c'è niente in questo appello che richiami allo scontro di civiltà; vogliamo richiamare la civiltà occidentale ai suoi valori fondamentali e a non ammainarli di fronte all'attacco del fondamentalismo».

Incalzato dalle domande dei giornalisti, il presidente del Senato ha spiegato che non c'è «nessuna tentazione razzista, xenofoba, islamofobica» tra gli aderenti al manifesto. Sulla questione musulmana, non ha negato l'esistenza di «una parte moderata con la quale abbiamo il dovere di dialogare», ma ha ribadito l'esistenza «di un islam fanatico e radicale che ci vuole colpire perché noi siamo giudei o cristiani, ci vuole colpire solo perché siamo qualcosa non perché abbiamo fatto qualcosa». E riguardo al patto elettorale della CdL con movimenti di estrema destra ha ricordato: «Non sono io che faccio le liste... E comunque noi siamo a fianco di Israele e rifiutiamo ogni atteggiamento razzista e antisemita». Una battuta, infine, sul caso Calderoli: «Non mi pare - ha detto Pera - che il governo abbia fatto delle scuse formali alla Libia, ma ha tenuto un atteggiamento di prudenza». Quanto alla maglietta e alla vignette esse «non possono spiegare né le reazioni violente, anche di queste ore, né il martirio di un prete in Turchia o l'incendio e l'uccisione di cristiani. Mi pare piuttosto che lì il fondamentalismo si stava preparando e cercava una scusa per dare fuoco alle polveri».

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