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Appello al Parlamento Europeo
Testo della lettera in inglese
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“Invito tutti i cittadini europei a far sentire la loro voce contattando i parlamentari europei in vista del voto del 15 giugno sul finanziamento del settimo programma quadro relativo alla ricerca sulle cellule staminali embrionali” è l’appello rinnovato dall’on. Mario Mauro, Vice Presidente del Parlamento Europeo.

Come sappiamo, il Ministro Mussi ha ritirato l'adesione dell'Italia ad una "dichiarazione etica" dello scorso novembre, con la quale si bloccavano i finanziamenti europei alle ricerche che comportano la distruzione degli embrioni. Giovedì 15 giugno al Parlamento Europeo si voterà sul settimo programma quadro UE sulla ricerca: 54 miliardi di euro in sette anni (e dentro ci sono anche i soldi degli italiani) che potranno essere utilizzati anche per questo tipo di ricerche, a meno di un voto contrario dei parlamentari europei.

Mario Mauro, Vice Presidente del Parlamento Europeo, oggi ha lanciato un appello:

 “Invito tutti i cittadini europei a far sentire la loro voce contattando i parlamentari europei in vista del voto del 15 giugno sul finanziamento del settimo programma quadro relativo alla ricerca sulle cellule staminali embrionali” è l’appello rinnovato dall’on. Mario Mauro, Vice Presidente del Parlamento Europeo.

“Il referendum - continua Mauro - con cui un anno fa il popolo italiano si è espresso per il mantenimento della legge che vieta la ricerca sugli embrioni, e tante altre legislazioni nazionali, chiamano i cittadini del nostro continente a difendere una volontà popolare espressa dai singoli stati membri dell'UE nel corso di libere e regolari consultazioni democratiche”.

“E’ in gioco il rispetto delle regole democratiche in Europa” conclude Mauro, ricordando che “a tutela della vita, della libertà e delle strategie di ricerca dei paesi dell’Unione europea i cittadini europei devono chiedere che ogni stato possa decidere, in assoluta autonomia, se supportare o no questo tipo di ricerche”.

Noi abbiamo raccolto l'appello, e vi proponiamo di spedire una lettera ai parlamentari europei, per chiedere di votare contro il finanziamento europeo alle ricerche sulle cellule staminali embrionali, in modo che ogni stato possa decidere liberamente ed autonomamente se finanziare o no questo tipo di ricerche. Noi italiani abbiamo già espresso la nostra contrarietà alla distruzione di embrioni, astenendoci al referendum lo scorso anno. Non vogliamo finanziare con i nostri soldi questo tipo di ricerche, e vogliamo che la nostra volontà sia rispettata.

Questo il testo della lettera:

A tutti i deputati del Parlamento Europeo 

Proprio un anno fa in Italia c’è stato un referendum con cui si voleva abrogare la legge che regola la fecondazione assistita. A quella votazione si è astenuto il 75% degli italiani, favorevoli al mantenimento di quella legge, nella quale, fra l’altro, si vieta la ricerca sugli embrioni.

Il 30 maggio, al Consiglio dell’Unione Europea, il nuovo ministro italiano dell’Università e della Ricerca Scientifica ha compiuto un atto politico grave e prevaricatorio, scegliendo di ignorare il risultato della consultazione democratica dello scorso anno. Il ministro Mussi ha infatti ritirato l’adesione dell’Italia alla “dichiarazione etica” dello scorso 28 e 29 novembre 2005, in cui l’Italia, insieme ad altri paesi europei, si opponeva al finanziamento di ricerche - nell’ambito del settimo programma quadro -  che avrebbero comportato la distruzione di embrioni. L’Italia e gli altri paesi firmatari chiedevano che ogni nazione dell’Unione Europea fosse libera di decidere autonomamente se finanziare o no questo tipo di ricerche, nel rispetto della cultura e della volontà di ogni popolo.

Ritirando del tutto arbitrariamente l’adesione dell’Italia a quella dichiarazione, il Ministro Mussi costringe noi italiani a finanziare con i nostri soldi le ricerche sugli embrioni che avvengono in altri paesi europei, e che in Italia non sono legali. Il ministro Mussi ha compiuto un atto politico autoritario, violando la volontà dei cittadini, che si è espressa chiaramente lo scorso anno.

Il nuovo governo italiano ha sostenuto e coperto l’iniziativa del ministro, smentendo tutte le dichiarazioni fatte in proposito durante la campagna elettorale. Il motivo è semplice: la maggioranza dei membri dell’attuale governo fa parte dello schieramento uscito sconfitto dal referendum dello scorso anno. Invece di accettare democraticamente il verdetto popolare del referendum, il governo attuale, che ha vinto con uno scarto di voti minimo, ha deciso di  rovesciarlo attraverso arbitrarie iniziative di potere.

Per questo ci rivolgiamo a voi, parlamentari europei. E’ in gioco il rispetto delle regole democratiche nel nostro paese, e quindi in Europa.

Vogliamo che sia considerata la volontà popolare espressa dai singoli stati membri dell’Unione, nel corso di libere e regolari consultazioni democratiche.

Il prossimo 15 giugno, vi chiediamo di votare contro il finanziamento europeo sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali, perché ogni stato possa decidere, in assoluta autonomia, se supportare o no questo tipo di ricerche.

Al link che segue trovate le istruzioni per spedire la lettera nella versione inglese:



 
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