| Il mito e la grazia : un libro di P. Gulisano |
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La seconda parte di questo articolo non mi trova d'accordo, perchè accostare Galadriel alla Madonna non è corretto. Se ne son lette e sentite di tutti i colori su Tolkien e il suo Il
Signore degli Anelli. È stato tutto un tirarlo per la giacca,
di qua e di là, da destra e da sinistra, dall'alto e pure dal
basso. Peccato che quasi nessuno si sia ricordato dell'essenziale: ovvero che Tolkien era innanzitutto un cattolico a diciotto carati (ancorché anticonformista e "fuori dal coro", come sottolinea il cardinale Biffi). Da quella certezza prende invece le mosse Paolo Gulisano, di professione medico e raffinato studioso di letterature anglosassoni, nel suo Tolkien il mito e la grazia. Già. perché il romanzo epico per eccellenza del Novecento chiede di essere letto proprio alla luce di due termini apparentemente contrapposti: mito e grazia, per l'appunto. Il mito delle antiche leggende, delle storie profonde dei popoli e dei personaggi incantati che le popolano (e che, per dire, un popolo cattolicissimo come quello irlandese non ha mai dimenticati). Quel mito «necessario perché la realtà è molto più grande della razionalità», il mito che è «simbolo, ossia segno che rimanda a un significato ultimo che l'uomo deve riconoscere e interpretare». Ma, ammonisce Gulisano, non si capisce Tolkien se non si prova a superarlo, questo mito affascinante e meraviglioso. Perché sopra a tutto c'è una Grazia che redime la storia degli uomini, la Bellezza e la Verità che - come scrisse il professore di Oxford - entrano nel mondo per santificarlo, completando e dando speranza all'eroismo pagano. Insomma, proprio la Grazia rappresenta la vera novità introdotta da Tolkien in un genere letterario che altrimenti rischierebbe di apparire come puro "fantasy", letteratura di evasione. Ci spiega Gulisano che ciò che viene creato è "un
mondo perfettamente coerente, un tutto organico dove ogni entità
ha una sua funzione, un suo significato; un universo, univocamente orientato
verso un centro che da senso alla Creazione". Anche gli attori di questo mondo, i cercatori alla rovescia e i loro
nemici, possono essere riletti come figure perfettamente aderenti a
canoni della cristianità. O addirittura come personaggi fedeli
a quelli biblici. |






