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Ma il libro rimarrà nella storia più a lungo Stampa
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Il film: giudizio di Verlyn Flieger, dell' Università del Maryland

Il regista ha ridotto tutto a una lotta semplicistica tra Bene e Male

«I cambiamenti voluti dal regista Peter Jackson non hanno certo migliorato i film della saga, anzi: ogni volta che la trasposizione del libro ha presentato qualche difficoltà concettuale, Jackson ha scelto costantemente il minimo comune denominatore».
Verlyn Flieger, docente di Letteratura Inglese (quest' anno cura il corso di «Mito e Folklore») all' Università del Maryland e scrittrice, una delle maggiori autorità mondiali della critica tolkieniana, non fa sconti alla trasposizione cinematografica del romanzo al quale ha dedicato la sua carriera.

Professoressa Flieger, il regista Peter Jackson ha ripetuto che cinema e letteratura sono media troppo diversi tra loro per permettere una trasposizione fedele al cento per cento. «Jackson ha effettuato cambiamenti strutturali che considero deplorevoli: ha aggiunto humor dove humor non c' era, ha ridotto la complessità dello sguardo di Tolkien verso un mondo fatto di etica e responsabilità ad una semplice avventura. Ha ridotto tutto a una semplificazione manichea tra Bene e Male - spiega la professoressa dal suo ufficio di Baltimora - E in particolare, relativamente al terzo episodio ora nei cinema, il rapporto tra Gollum e Frodo è tutto sbagliato.

E' cinema coinvolgente? Certo. Ma il libro è un' altra cosa». Quel che le è piaciuto invece? «L' interpretazione di Sean Bean (Boromir): bravissimo, dà l' impressione di credere fino in fondo al suo ruolo. Elijah Wood (Frodo) è deludente: troppo giovane e troppo carino per essere credibile. E quegli occhioni sbarrati, poi... La Bbc produsse anni fa una versione de Il Signore degli Anelli come radiodramma: ecco, lì Ian Holm interpretava Frodo perfettamente. Un giovane Holm sarebbe stato il Frodo ideale per questo film: invece ormai è troppo anziano e nella saga girata da Jackson ha la parte di Bilbo». La sua «storia d' amore» con l' opera tolkieniana è di lunga data, vero professoressa Flieger? «Scoprii Tolkien da ragazza, quando prima del dottorato lavoravo alla Folger Shakespeare Library di Washington. Il fratello di una collega viveva in Gran Bretagna e le spedì il libro. Lei me lo prestò e da allora non ho mai smesso di amare Tolkien.

E non si preoccupi, Il Signore degli Anelli sarà ancora letto tra molti anni. Quando del film non parlerà più nessuno».

 
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