| Il "Codice da Vinci" e i cattolici un po' gonzi |
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| Codice da Vinci & C. | |||
A Pasqua la Rai ha trasmesso il film di Mel Gibson "The Passion".
Ho confessato di aver pianto e l'ho consigliato anche ai bambini: c'era la verità su Gesù Cristo, morto atrocemente e risorto. Il sangue era tanto, ma bisogna finirla con un Gesù evanescente, in fondo da favoletta. Renato Farina Be', la favoletta continua. Il problema è che i cristiani ci credono, pensano sul serio che Gesù sia quello del romanzo "Il Codice da Vinci" di Dan Brown. Il problema è che ci sono due protagonisti che non parlano, ma stanno al centro della trama. Sono Gesù Cristo e Maria Maddalena. I due, secondo Dan Brown, si sarebbero sposati e sarebbero emigrati in Francia. Si dice: è un romanzo. Io traduco così: il cristianesimo è Dio che si fa incontro all'uomo, insomma è Lui che telefona. Il contrario del cattolicesimo, per intenderci, ma anche delle Chiese riformate e protestanti. La Chiesa è vista dal romanziere come una congrega di turpi ingannatori. L'Opus Dei in particolare è trattata come una banda di criminali. Secondo me ci sono di mezzo un'operazione commerciale e un tentativo di scardinare il cattolicesimo. Credo che qualsiasi mezzo legale, tipo boicottaggio, o robe simili, sia legittimo. Ritengo però sia un altro, il punto. I cattolici, e i loro vescovi soprattutto, dovrebbero capire che il nemico mortale non è Dan Brown, ma l'ignoranza diabolica che domina nel popolo, che sa tutto, ma di Vangeli niente. Il Vangelo è ridotto a una somma di insegnamenti morali elevati. Ecco, quello di Dan Brown è esattamente così, persino meno stravagante, dato che non è vergine. Il Vangelo è un'altra cosa. Il successo di Dan Brown, il fatto che si sia trasformato in una religione di Gesù e Maddalena, discende da qui. Più avanti sarà interessante entrare nel merito delle bugie storiche del Codice di Brown, visto che se ne parlerà a iosa. Un ateo come Vittorio Sgarbi ha confutato con scienza indiscutibile l'interpretazione gnostica dei dipinti di Leonardo, ad esempio. Intanto però conviene registrare subito due verità che "Il Codice da Vinci" fa comunque esplodere. La prima è negativa. Ed è la già citata abissale ignoranza dei cristiani che non sanno niente dei Vangeli. La seconda è più importante e persino positiva: l'attrattiva che esercita il nome di Gesù Cristo, anche quando è storpiato. Quel volto, pur sfregiato da un gossip ridicolo, è bello, cattura il cuore lo stesso. A quel romanzo non conviene tanto contrapporre libelli, ma facce credibili. Testimoni: non di un Nazareno che è scappato in Francia con l'amante predicando l'amore, ma di Uno che è morto e risorto. Qualcuno così io l'ho conosciuto e lo conosco. Forza Ratzinger.
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