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Ebreo e agnostico, ma contro il Codice sto con la Chiesa Stampa
Codice da Vinci & C.

Il Codice da Vinci non solo un film desolante. Non solo una rimessa in gioco puerile - il Cristo e sua moglie hanno una figlia - del testo delle Scritture. Qualcosa di più, e di peggio, della truffa intellettuale denunciata qui e là da giornalisti che si sono presi la briga di sbrogliare, nel guazzabuglio di quelli che ci sono presentati come i fatti, la parte di documento e quella di fantasia.

Bernard-Henri Lvy

Un film che, puntando senza dirlo su alcuni fra i temi più ambigui dell'immaginario politico contemporaneo, flirta anche con il peggio.

Tre libri molto utili sono usciti di recente in Francia, scritti da Pierre-Andr Taguieff, Philippe Muray e Ren Rmond.

Quello di Pierre-Andr Taguieff, La foire aux illumins, consente di capire come questo sfoggio di falsa scienza e semplicemente di falsit, l\u2019accozzaglia di credenze in una congiura mondiale fomentata all\u2019alba della Storia contemporanea e rimasta impenetrabile fino al nostri giorni, l\u2019illusione di accedere, attraverso il libro e adesso il film, al mistero dei misteri, all\u2019enigma assoluto, attingano a una vena complottistica che fu quella di tutti i totalitarismi.

Quello di Philippe Muray, Dix-neuvime sicle travers les ges, naturalmente non parla del Codice da Vinci ma stabilisce la genealogia di un occultismo politico che ci porta ai grandi illuminati che forgiarono il corpo dottrinario dei fascismi.

E poi Le nouvel antichristianisme di Ren Rmond, che raccomando a tutti coloro che, cristiani o no, subodorano il cattivo profumo di regresso e di oscurantismo - mass, di oscurantismo! -, di odio del pensiero e della vera scienza che aleggia sui processi istruiti, questi ultimi tempi, contro una Chiesa che, da Pio XII a Benedetto XVI, ritenuta colpevole di tutti i mali.

Si comincia a sapere che il famoso Priorato di Sion , che nel film occupa un posto essenziale e ci presentato come un Ordine occulto, fondato mille anni fa da Goffredo di Buglione e votato a preservare quel Santo Graal che sarebbe stato il segreto del matrimonio di Ges e Maria Maddalena, un\u2019associazione creata dopo la Seconda guerra mondiale da una banda di scansafatiche nostalgici di Vichy. Mentre si sa meno come il patronimico del personaggio di Dan Brown - il Radcliffe di Angeli e demoni - plagia quello di John Readcliff, presunto autore di un Discorso del rabbino degli anni 1860 e considerato uno dei testi precursori dei Protocolli dei Saggi di Sion.

Quel che si sa appena un po\u2019 meglio che l\u2019idea paranoica di una verit nascosta fin dalla notte dei tempi da potenti stirpi di congiurati, il credo scientifico alternativo in un governo mondiale con codici che spetterebbe decifrare ad alcuni iniziati rientrarono in tutte le elucubrazioni degli emuli francesi del III Reich: la lotta, non delle classi, ma delle societ segrete, vero motore della Storia? Ma s! Era la convinzione, prima di Dan Brown, del saggista Henry Coston il quale, denunciato negli anni Trenta il pericolo ebraico, fin la sua vita, sessant\u2019anni pi tardi, ossessionato dalle sinarchie, dai governi ombra, dalle trilaterali e da altre internazionali massoniche e neomassoniche.

Quello che per ora non si vuole sapere che spesso basterebbe sostituire, nella prosa e nelle immagini di Brown, l\u2019Opus Dei con la Compagnia di Ges, il personaggio di Silas con quello di Loyola, o la guardia bianca del Papa con gli uomini in nero della Compagnia di Ges, per ritrovare il tono delle diatribe antigesuitiche che infiammarono il XIX e poi il XX secolo e culminarono con l\u2019invio sul fronte dell\u2019Est o a Dachau di deportati con il marchio nzv, letteralmente non affidabili, come gli ebrei. Il loro crimine era di essersi mostrati successivamente complici del giacobinismo, del bolscevismo, dell\u2019internazionale ebraica e infine - ma qui era vero - di una resistenza tedesca antinazista alla quale, per esempio a Kreisau, aderirono da eroi.

Non sto difendendo l\u2019Opus Dei, naturalmente. Ma ricordiamoci che le parole hanno una storia e che, dietro a queste parole, cio dietro al fantasma di una confraternita di monaci mafiosi e assassini che non avevano altro obiettivo se non di sfruttare sistematicamente l\u2019universo, c\u2019 un peso di delirio e di crimine che evoca ricordi paurosi e contro il quale non inutile mettere in guardia il pubblico.

Che i primi interessati non lo facciano, una cosa. E in questo, fra parentesi, c\u2019 un esempio di sangue freddo su cui potrebbero meditare gli altri offesi che, confrontati poco tempo fa a certe caricature che avevano una carica simbolica e una risonanza dieci volte minori del Codice da Vinci, reagirono con l\u2019esagerazione che sappiamo. Ma questo non significhi, per altri, l\u2019obbligo di tacere anch\u2019essi! Questo non impedisca, qui, ad un agnostico ed ebreo, di dire il disgusto che gli ispira ci che chiamer, con Freud, la marea nera del nuovo anticattolicesimo.

 
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