| Riconoscimento delle radici cristiane d'Europa |
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| Europa | |||
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Raccolta di sentenze di Giovanni Paolo II tratte da vari discorsi e pubblicate sull'Osservatore Romano a partire dal 6 settembre 2003
"L'Europa non sarebbe tale senza il ricco patrimonio dei suoi popoli, che, similmente ai geni umani, ha plasmato e continua a forgiare la personalità di questo continente.
Trascurare oppure abbandonare questa "eredità" significherebbe mettere a repentaglio la propria identità e infine perderla... Un fattore qualificante dell'identità di questo continente è la Chiesa fondata da Gesù Cristo. In questo contesto non c'è dubbio che un chiaro riferimento a Dio e alla fede cristiana nella Costituzione europea in corso di elaborazione significa il riconoscimento di una realtà storica e culturale che opera nel presente e dalla quale gli europei traggono la propria identità". (Giovanni Paolo II all'Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, 13 settembre 2002)
LE RADICI CRISTIANE non sono una memoria di esclusivismo religioso, ma un fondamento di libertà, perché rendono l'Europa un crogiolo di culture e di esperienze differenti... DIMENTICARLE, non è salutare. PRESUPPORLE semplicemente, non basta ad accendere gli animi. TACERLE, inaridisce i cuori... È MIA CONVINZIONE che l'Europa, ancorandosi saldamente alle sue radici, accelererà il processo di unione interna e offrirà il suo indispensabile contributo per il progresso e la pace... (Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione del XVII Incontro di preghiera per la pace promosso dalla Comunità di S. Egidio, 5 settembre 2003) Un'Italia fiduciosa di sé e internamente coesa costituisce una grande ricchezza per le altre Nazioni d'Europa e del mondo. Desidero condividere con voi questa convinzione nel momento in cui si stanno definendo i profili istituzionali dell'Unione Europea e sembra ormai alle porte il suo allargamento a molti Paesi dell'Europa centro-orientale, quasi a suggellare il superamento di una innaturale divisione. Coltivo la fiducia che, anche per merito dell'Italia, alle nuove fondamenta della "casa comune" europea non manchi il "cemento" di quella straordinaria eredità religiosa, culturale e civile che ha reso grande l'Europa nei secoli. (Giovanni Paolo II, al Parlamento della Repubblica Italiana, 14 novembre 2002) Oltre che "un luogo geografico", l'Europa è "un concetto prevalentemente culturale e storico", caratterizzatosi come Continente grazie alla forza unificante del cristianesimo, che ha saputo integrare tra loro popoli e culture. (Giovanni Paolo II, Angelus del 17 agosto) ...La Chiesa Cattolica è convinta che il Vangelo di Cristo, che ha costituito elemento unificante dei popoli europei durante molti secoli, continui a rimanere ancor oggi una inesauribile fonte di spiritualità e di fraternità. Il prenderne atto torna a vantaggio di tutti e il riconoscere esplicitamente nel Trattato le radici cristiane dell'Europa diventa per il Continente la principale garanzia di futuro. (Giovanni Paolo II, Angelus Domini, 24 agosto 2003) La fede cristiana ha plasmato la cultura dell'Europa facendo un tutt'uno con la sua storia e, nonostante la dolorosa divisione tra Oriente ed Occidente, il cristianesimo è diventato "la religione degli Europei stessi".... Questo patrimonio non può essere disperso. Anzi, la nuova Europa va aiutata "a costruire se stessa rivitalizzando le radici cristiane che l'hanno originata" (Giovanni Paolo II, Angelus del 20 luglio 2003)) Questa sera abbiamo pregato per l'Europa, in un momento importante della sua storia. I giovani possono e debbono partecipare alla costruzione della nuova Europa... I giovani cristiani, in special modo, sono chiamati ad annunciare e testimoniare Cristo e ad essere, in suo nome, costruttori di unità nella diversità, di libertà nella verità, di pace nella giustizia, di quella pace di cui il mondo ha oggi particolarmente bisogno. Cari giovani amici, vi affido questa sera un desiderio che tanto mi sta a cuore: che cioè le nuove generazioni possano essere fedeli agli alti principi spirituali e morali che in passato hanno ispirato i padri dell'Europa unita. (Giovanni Paolo II, al termine della recita del Santo Rosario con i giovani d'Europa, 15 marzo 2003) È necessario stare in guardia da una visione del Continente che ne consideri soltanto gli aspetti economici e politici o che indulga in modo acritico a modelli di vita ispirati ad un consumismo indifferente ai valori dello spirito. Se si vuole dare durevole stabilità alla nuova unità europea, è necessario impegnarsi perché essa poggi su quei fondamenti etici che ne furono un tempo alla base, facendo al tempo stesso spazio alla ricchezza e alla diversità delle culture e delle tradizioni che caratterizzano le singole nazioni. Vorrei anche in questo nobile Consesso rinnovare l'appello che in questi anni ho rivolto ai vari Popoli del Continente: "Europa, all'inizio di un nuovo millennio, apri ancora le tue porte a Cristo!" (Giovanni Paolo II, al Parlamento della Repubblica Italiana, 14 novembre 2002) Riconoscere esplicitamente nel Trattato le radici cristiane dell'Europa diventa per il Continente la principale garanzia di futuro (Giovanni Paolo II, Angelus Domini del 24 agosto 2003) Se l'Europa vuole essere un insieme conciliato di uomini e popoli che si incontrano con rispetto profondo e benevolenza duratura Cristo deve animare questo continente! (Giovanni Paolo II, messaggio in occasione della Giornata dei Cattolici del Centro Europa, Pentecoste 2003) Custodendo il senso cristiano della Domenica si offre all'Europa un contributo notevole per la tutela di una parte essenziale del proprio patrimonio spirituale e culturale (Giovanni Paolo II, Angelus Domini del 3 agosto 2003) Nel processo in atto verso un nuovo ordinamento istituzionale l'Europa non potrà ignorare la sua eredità cristiana, dal momento che gran parte di quello che essa ha prodotto... è stato influenzato dal messaggio evangelico (Giovanni Paolo II, messaggio al convegno di studi sul tema "Verso una costituzione europea?", 20 giugno 2002) La nuova Europa non può progettarsi senza attingere dalle proprie radici (Giovanni Paolo II ai partecipanti al Simposio Europeo sul tema "Università e Chiesa in Europa", 19 luglio 2003) Le antiche nazioni dell'Europa conservano un'anima cristiana, che costituisce un tutt'uno col "genio" e la storia dei rispettivi popoli. Il secolarismo ne minaccia purtroppo i valori fondamentali, ma la Chiesa intende lavorare per mantenere continuamente desta questa tradizione spirituale e culturale (Giovanni Paolo II, Udienza generale del 7 maggio 2003)
Come soddisfare il profondo anelito di speranza dell'Europa? Occorre ritornare a Cristo e ripartire da Lui. (Giovanni Paolo II, Angelus del 13 luglio 2003)
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