| Giacinta e Francesco proclamati Beati |
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| Fatima | |||
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La Chiesa pone sul lucerniere i pastorelli Francesco e Giacinta due fiammelle che Dio ha acceso per illuminare l'umanità nelle sue ore buie e inquiete .Giovanni Paolo II dinanzi all'enorme assemblea di fedeli raccolta presso il santuario di Fátima proclama Beati i due bambini ai quali Maria affidò il suo Messaggio 13 maggio 2000: Giovanni Paolo II è a Fátima, ai
piedi della Vergine Maria. È una giornata di sole luminosa. Una
giornata di fede radiosa. Una giornata anche ecclesialmente solare. È una giornata che agli occhi dello spirito e allo sguardo
della storia appare ancora più solare dinanzi alle "ore
buie e inquiete" delle vicende dell'umanità nel secolo appena
trascorso. Nella preghiera del Papa è racchiuso il grazie di
tutta la Chiesa. È racchiuso, in fondo, anche il grazie - consapevole
o inconsapevole - dell'intera umanità verso Giovanni Paolo II,
intrepida guida del popolo di Dio nel passaggio cruciale tra il secondo
ed il terzo millennio. Di questo grazie è stata espressione singolare, alta, significativa, il gesto compiuto dal Papa nella serata di venerdì 12, al suo arrivo a Fátima. Giovanni Paolo II ha donato alla Vergine l'anello offertogli dal Cardinale Stefan Wyszynski nel 1978, in occasione della sua elezione alla Cattedra di Pietro. E con esso ha deposto ancora una volta ai piedi della Madonna il cuore riconoscente di un vibrante Pontificato profondamente e intensamente mariano. Ai tanti record già raggiunti durante il suo pontificato — è il primo Papa ad aver chiesto perdono per le colpe degli uomini di Chiesa, è quello che ha viaggiato di più, quello che ha proclamato più santi e beati — domani Giovanni Paolo II ne aggiungerà un altro. I due fratellini portoghesi Francesco e Giacinta Marto, morti quando avevano 11 e 9 anni, saranno infatti i più giovani beati della storia. La Chiesa aveva già elevato agli altari dei bambini: ma si trattava di martiri, di vittime di violenze. Come Maria Goretti, che aveva dodici anni quando fu uccisa. Diverso è, invece, il caso di Francesco e Giacinta Marto, «i più giovani beati, non morti in martirio, nella storia della Chiesa», fu detto un anno fa dopo che il Vaticano annunciò la decisione di proporre questi due bambini al mondo come esempio di santità. Già: ma perché mai due bambini dovrebbero essere «un
esempio di santità»? Come può una così breve
vita essere un modello per ogni cristiano? Che cosa possono avere fatto,
di straordinario, due bambini? Ma, aggiunge il fratello maggiore dei due pastorelli, «il loro comportamento era molto cambiato. Pregavano, facevano sacrifici... Erano diventati molto più sereni». E, quando i due fratellini furono colpiti dalla terribile «spagnola» che li avrebbe uccisi, l’incredulità di João Marto fu messa a dura prova: «Già nella seconda apparizione la Madonna aveva detto che Francesco e Giacinta sarebbero morti presto, mentre Lucia sarebbe rimasta a lungo su questa terra per testimoniare le apparizioni. Io non facevo che prenderli in giro per questa profezia. Ma quando nel ’19 Francesco si ammalò e morì, il mio scetticismo cominciò a vacillare». Poi, il 20 febbraio del 1920, morì anche Giacinta. «Io pensai molto a quello che i miei fratellini avevano detto. E al fatto che tutto si era avverato. Mi resi conto allora che qualcosa di straordinario doveva essere veramente accaduto, e cominciai a cambiare idea su quei fatti». Ma non è neppure per questa dimostrazione di sincerità
che Francesco e Giacinta vengono ora beatificati. La Chiesa li considera
due esempi di fede e di speranza perché, come racconta ancora
il fratello maggiore, durante la malattia «non si lamentavano
mai, non avevano paura delle sofferenze, continuavano a pregare, a offrire
la loro vita a Dio per la conversione dei peccatori». «Meriti»,
questi, assurdi per chi non crede, e comprensibili solo nella prospettiva
di quel vangelo che, non a caso, è considerato «scandalo
e follia». Passata al vaglio delle varie commissioni mediche, questa guarigione è stata ritenuta dalla Chiesa «miracolosa», e avvenuta per intercessione dei due pastorelli di Aljustrel. Che vissero, è vero, meno di un soffio. Ma davanti a Dio mille anni sono come un giorno, e un giorno come mille anni.
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