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Tutto iniziò nel 1915 Stampa
Fatima

Alla quarta apparizione i pastorelli vennero incarcerati: le autorità erano preoccupate per l’accorrere di una folla sempre più numerosa

Gli orrori del secolo «rivelati» a tre bambini

Nelle profezie della «Signora» la storia del Novecento: le guerre mondiali, Hitler, il Muro di Berlino

Solo se ci si mette nella prospettiva del Vangelo, secondo il quale la verità è tenuta nascosta ai dotti e ai sapienti ed è invece rivelata ai piccoli, si può capire come sia possibile che oggi, a più di ottant’anni di distanza, i riflettori del mondo intero siano puntati su una storia che ha come protagonisti tre pastorelli di 10, 9 e 7 anni e che è cominciata in una località sconosciuta anche alle carte geografiche. Solo in quella prospettiva si può capire ciò che altrimenti apparirebbe assurdo, e cioè che il secolo forse più drammatico della storia venga oggi «letto» non con le parole dei cattedratici, ma con quelle riferite da una bambina poi diventata suora di clausura.

L’ANGELO — Questa storia misteriosa, inquietante, comunque affascinante anche per chi fatica a vedervi il segno di qualcosa di più grande, comincia nel 1915. Sì, nel 1915, e non nel 1917 come comunemente si pensa. Le apparizioni mariane furono infatti precedute due anni prima, secondo il racconto dei tre veggenti, da quelle di un angelo. Lucia raccontò che, mentre pascolava il gregge in una località chiamata Cabeço, vide, in tre occasioni diverse, una misteriosa «figura di luce». L’anno successivo, 1916, sempre a Cabeço, questa «figura» apparve a tutti e tre i pastorelli — Lucia, Francesco e Giacinta — e disse di essere «l’Angelo della Pace». I bambini ne parlarono in paese, ma nessuno credette loro: «Sciocchezze», disse Maria Rosa dos Santos, mamma di Lucia.

LA «SIGNORA» — Lo scetticismo generale continuò naturalmente anche l’anno dopo, il 1917, quando i tre bambini dissero che, il 13 maggio, era apparsa loro «una Signora», che sarebbe ritornata altre cinque volte, il 13 di ogni mese successivo. «Sciocchezze», ripetevano in paese. Ma quei bambini si comportavano in un modo strano: parlavano di preghiera, di penitenza, di offerta della propria vita per la conversione dei peccatori. E in quel campo di Cova de Iria — oggi il centro di Fatima, allora aperta campagna — in cui i piccoli dicevano di vedere «la Signora», il 13 di ogni mese cominciava ad aumentare il numero dei curiosi. Tanto che la quarta apparizione, quella di agosto, «slittò» di sei giorni perché il 13 i tre pastorelli furono addirittura arrestati e chiusi in carcere dalle autorità locali, preoccupate dall’accorrere di una folla sempre più numerosa. Lucia, Francesco e Giacinta dissero poi che la Madonna era apparsa loro, appunto, il 19 agosto.
Ma, nonostante l’accorrere di tanti curiosi, la storia di Fatima non avrebbe «fatto carriera» senza il misterioso fenomeno verificatosi il 13 ottobre 1917, giorno dell’ultima apparizione.

DANZA DEL SOLE — Quel giorno, a Cova de Iria c’erano almeno — stando ai rapporti della polizia dell’epoca — settantamila persone, venute a vedere se era vero ciò che andavano dicendo i tre pastorelli, e cioè che la Madonna avrebbe lasciato un segno che avrebbe convinto anche gli scettici. Pioveva a dirotto. A un tratto Lucia gridò: «Guardate il sole». Le nubi, raccontarono i presenti, si squarciarono all’improvviso e apparve il sole. Quel che seguì, lo riferiamo con le parole dell’inviato del giornale anticlericale O Seculo, venuto per irridere «la superstizione» e tornato a casa convertito: «L’astro sembra una placca d’argento opaco ed è possibile fissarlo senza il minimo sforzo Il sole tremò, il sole ebbe movimenti bruschi, mai visti e contro tutte le leggi cosmiche: il sole danzò». Un fenomeno inspiegabile, non registrato dall’osservatorio astronomico di Lisbona, ma visto — oltre che dai settantamila presenti — anche da personaggi noti come il poeta Alfonso Lopez Vieira, che stava a San Pietro di Moel, a 40 chilometri di distanza. E’ in seguito a quella «danza del sole» che cambiò l’atteggiamento nei confronti dei tre pastorelli. E che si cominciò a prendere sul serio il «messaggio segreto» che Lucia, Francesco e Giacinta dicevano di aver ricevuto dalla «Signora» durante la terza apparizione, quella del 13 luglio.

IL SEGRETO — La storia è in parte nota. Francesco e Giacinta morirono nel ’19 e nel ’20, e a custodire il messaggio rimase Lucia che, diventata suora, continuò ad avere apparizioni anche nel convento di Tuy, in Spagna. Durante una di queste apparizioni, nel 1927, Lucia ricevette il permesso di divulgare le prime due parti del segreto, che dopo essere passate tra le mani del suo confessore, della sua superiora, del suo vescovo e di due gesuiti, furono pubblicate nel 1937.
La prima parte riguardava la conferma dell’esistenza (e la terribile visione ai pastorelli) dell’inferno. Nella seconda parte si annunciava che la Prima guerra mondiale stava per finire, ma che «durante il pontificato di Pio XI» ne sarebbe scoppiata un’altra «ancora peggiore» preceduta da «una notte illuminata da una luce sconosciuta»; si diceva poi che la Russia avrebbe sparso «i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa». Il messaggio proseguiva così: «I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Alla fine, il mio cuore immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà».

L’«ERRORE» — Tutto sembra essersi avverato. Compresa quella frase apparentemente errata secondo cui la Seconda guerra mondiale sarebbe scoppiata «durante il pontificato di Pio XI». Gli storici fissano infatti l’inizio del secondo conflitto mondiale il 1° settembre del 1939, quando al soglio di Pietro c’era già Pio XII. Ma nel messaggio si dice che la catastrofe sarebbe stata annunciata da «una notte illuminata da una luce sconosciuta»: e la notte tra il 24 e il 25 gennaio 1938 il cielo di tutta Europa fu illuminato da una eccezionale aurora boreale. Meno di due mesi dopo, esattamente la notte tra l’11 e il 12 marzo 1938, con Pio XI romano pontefice, le truppe tedesche invasero l’Austria. Hitler fece arrestare il cancelliere Kurt von Schuschnigg e il 15 marzo proclamò l’annessione dell’Austria al Reich, dando inizio alla tragedia che avrebbe segnato il mondo per sei anni.

IL RUOLO DEL PAPA —­Il seguito è storia recente. E’ storia di un Papa venuto da quell’Est drammaticamente segnato dagli «errori della Russia», che si decide a fare ciò che i suoi predecessori non avevano fatto, e cioè a consacrare la Russia — in una solenne cerimonia a San Pietro, nel 1984 — al «cuore immacolato di Maria». Poco dopo, l’Unione Sovietica si sarebbe dissolta. Anche qui, le parole riferite dalla «Signora» a quella bambina che «diceva sciocchezze» sembrano avere trovato conferma.

 

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