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Juve eleminata. Vergogna! Stampa
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La juve è fuori dalla coppa.
Vinceremo l'ennesimo scudetto ma non ne possiampo più di fare brutte figure in Europa.
La squadra è stata disarmante, mai vicina ad un gioco serio. O la preparazione è sbagliata o il nostro allenatore non è un mostro di bravura.
Faccio mio il giudizio di Tosatti.




Esito scontato: Juve consumata dalla lunga fuga scudetto

Giorgio Tosatti

Il calcio non è una scienza esatta ma quasi. La Juve non aveva concrete possibilità di eliminare l'Arsenal, in questo momento decisamente più forte. Ingenerosi i fischi dei tifosi. Se oggi i bianconeri sono bolliti dipende dalle energie spese per dominare il campionato. Come accade a Chelsea, Bayern e lo stesso Barcellona, impostosi con fatica al Benfica. La squadra di Wenger (a distanza siderale dal vertice della Premier League) è invece in piena salute, come capitò un anno fa al Liverpool. Così la semifinale tutta italiana diventa una sfida fra Arsenal e Villarreal. Ci resta solo il Milan: forse il Barcellona, pur immenso, è più abbordabile di quanto si pensasse.

Ribadita l'importanza di avere, in questi tornei ad eliminazione diretta, grandi goleador come Eto'o, Ronaldinho, Henry, Inzaghi, Shevchenko. Inter e Juve, attualmente, non li hanno. Nonostante il pesante svantaggio, gli squalificati, l'assenza di Del Piero, l'irridente superiorità dell'Arsenal a Highbury, i tifosi juventini credono nel miracolo ed accorrono in 50 mila al rito del possibile riscatto. Ma la fiamma a poco a poco si smorza.

La Juve ci mette impegno ma si dibatte fra la necessità di segnare due gol e quella di non prenderne. Compito quasi impossibile contro un rivale più tonico, più dinamico, meglio organizzato, abile nel chiudersi e nel colpire in contropiede. Soprattutto così sicuro della propria da prendere l'iniziativa e cercare la vittoria. La Juve non riesce a costruire calcio offensivo: lanci lunghi per Ibrahimovic e Trezeguet, sommersi dagli avversari. Una sola variante: le incursioni di Zambrotta. Troppo sovente Nedved e gli altri cadono in offside. Così nel primo tempo i tentativi di rimonta si riducono a poco: un tiro da lontano di Zambrotta (il migliore), un'occasione sprecata da Mutu. Invece la difesa bianconera rischia più volte, anche se vacilla solo per un tiro di Henry ed un'incursione di Eboué. Lampante la differenza fra il calcio brillante ed efficace dell'Arsenal e quello troppo statico e confuso della Juve. All'inizio della ripresa, Buffon impedisce ad Henry di chiudere la partita con un'uscita quasi eroica. I tifosi chiedono ai bianconeri di metterci più rabbia: non è quello il problema ma la differenza di condizione atletica.

L'Arsenal è al top della forma, la Juve un diesel sfiatato. Escono Mutu e Reyes (per Zalayeta e Pirès). Capello aveva già preferito Kovac a Thuram, responsabile ai suoi occhi di errori gravi nelle ultime gare. Crescono le emozioni: una chance per Trezeguet, un gol di Fabregas evitato da Buffon, un tiro di Ibra, uno di Nedved. La Juve va all'arrembaggio, la butta sulla lotta, l'Arsenal ne soffre. Trezeguet (un disastro) fallisce una magnifica occasione. Ma Nedved spegne l'ultima fiammella facendosi squalificare con un atto di puro isterismo agonistico. Sta diventando un vizio. Più volte l'Arsenal sfiora la vittoria in contropiede. Buffon glielo impedisce.

 
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