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Alla "prima" del film Stampa
La Passione di Gibson

Gandalf3

Sette aprile 2004: sono a Roma e vado a vedere il film di Mel Gibson "La Passione di Cristo".

La cosa che più mi colpisce è che quando il film termina, dopo due ore intense, nessuno abbia voglia di alzarsi. Siamo tutti lì a vedere scorrere i titoli di coda come se avessimo bisogno di un pò di tempo prima di riprenderci e riiniziare la vita normale.

ImagePiù che un film è un'esperienza; come partecipare ad una Via Crucis suggestiva. Difficile da raccontare anche perchè l'episodio in se è conosciutissimo. Sin da bambini abbiamo letto e sentito il racconto della Passione, abbiamo visto innumerevoli film. Quindi conosciamo tutto.

Ecco forse la cosa diversa è che Mel Gibson ci ha raccontato la storia vista da vicino. Mai avevo visto il sangue di Gesù così, mai avevo visto il danno che fanno le frutate sulla carne di un uomo, mai ho visto come si infila la corona di spine nella fronte di un'altro uomo: fà male! Ad un certo punto della flagellazione mi è venuto da dire "basta!".

Era troppo.. ma io stavo solo guardando.

Ma la cosa più bella è Maria, la Madonna. Si può dire che questo film è la Passione vista con lo sguardo di Maria che guarda il Figlio messo a morte. E nonostante non ne capisse interamente il senso "sapeva" che quello era il destino cui il figlio era chiamato. Quindi solo sofferenza, niente proteste. A che sarebbero servite poi?

 
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