| Mel fa sparire l' angelo e mette il diavolo |
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| La Passione di Gibson | |||
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Molte libertà rispetto ai testi sacri e sequenze ispirate dalle visioni della mistica tedesca Emmerick Accattoli Luigi ROMA - La Passione è fedele ai Vangeli nel senso che riporta il novanta per cento del loro racconto, ma qualcosa toglie, più ancora modifica e molto aggiunge: Gibson si prende più libertà di Rossellini, Pasolini e Zeffirelli sommati insieme. Le aggiunte maggiori riguardano la presenza di Maria e di Satana, che accompagnano Gesù per l' intera «Via crucis», mentre nei Vangeli Maria compare soltanto sotto la croce e Satana non è mai nominato. Queste e altre aggiunte le prende dalle visioni della mistica agostiniana tedesca Anna Katharina Emmerick (1774-1824), che appartengono al filone sempre vivo della devozione per le «piaghe di Cristo». Nei Vangeli c' è «un angelo dal cielo» che appare a Gesù durante la preghiera nell' orto degli ulivi per «confortarlo», ma Gibson non lo mette. Si direbbe che lo sostituisca con il Satana che è nella Emmerick, la quale però «vede» anche e più volte gli angeli, intorno a Gesù: per esempio, vede che lo aiutano a portare la croce. Nel film non compaiono mai. Gibson toglie elementi di «consolazione» che sono nei Vangeli e non tiene conto di quelli che sono nella Emmerick. O meglio: concentra quelli della Emmerick nella figura di Maria. E' chiaro che se metti in scena una Passione senza l' angelo confortatore e con l' aggiunta di cinque comparse del Satana tentatore, finirai con il dare al racconto una diversa tonalità. Il «tentatore» nella Passione dei Vangeli è una presenza sottintesa, evocato dal solo Luca, a prologo della Cena: «Allora Satana entrò in Giuda ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani». Il film invece mette in scena il «principe delle tenebre» fin dall' Orto degli ulivi e gli fa lanciare questa sfida al Gesù che suda sangue: «Ma tu davvero credi che un solo uomo possa portare il peso dei peccati di tutti? No, un uomo solo non può!». Poi Satana torna - nel film - come regista della disperazione di Giuda, come spettatore maligno della flagellazione e due volte sul Golgota, in attesa della disperazione di Gesù e infine sconfitto dal suo «affidamento» al Padre prima di spirare. Anche gli effetti speciali che accompagnano le apparizioni di Satana - il serpente che esce dalle sue vesti, il bimbo deforme che ha in braccio al momento della flagellazione, i ragazzi mostruosi che tormentano Giuda - sono sconosciuti ai Vangeli. Gibson fa durare la flagellazione quasi venti minuti, prendendo alla lettera le parole della Emmerick: «Dopo un quarto d' ora i carnefici che avevano flagellato Gesù furono sostituiti da altri due». Nei Vangeli è detto soltanto: «Lo fece flagellare». Lungo la salita al Calvario, nei Vangeli non si parla di nessuna caduta di Gesù, mentre la tradizione devozionale ricorda tre cadute. Nel film Gesù cade forse dieci volte, anzi si deve dire che cade in continuità. Si trascina più che camminare. Che la Maddalena sia l' adultera che Gesù ha salvato dalla lapidazione, è invenzione di Mel Gibson. Come lo è il fatto che Gesù dialoghi con Pilato in latino. Nei Vangeli, i crocifissori offrono al condannato «vino mescolato con mirra», che doveva servire da anestetico («assaggiatolo non ne volle bere», dice Matteo), ma Gibson non può ammettere neanche questo gesto di «riduzione del danno». Nel film i soldati strappano a brandelli la tunica di Cristo, ovvero quella specie di straccio che ha indosso, mentre nei Vangeli spogliano il condannato e si dividono le sue vesti, facendone quattro parti e giocandosi a sorte la tunica, che era «tutta di un pezzo da cima a fondo». Insomma: nei Vangeli è un' esecuzione secondo le regole, nel film è un linciaggio per crocifissione. «Gesù nazareno il re dei giudei»: la scritta con il «motivo della condanna» era in ebraico, latino e greco (Giovanni 19, 20), mentre nel film figura soltanto in ebraico e latino. Alla morte di Gesù «il velo del tempio si squarciò nel mezzo» (Luca): nel film invece è l' intero tempio a spaccarsi in due. Ovviamente nei Vangeli non c' è la lacrima di Dio che piove dal cielo, poi che Gesù è spirato. Qualche licenza rispetto ai Vangeli, Gibson se la prende anche per attenuare l' impressione che tutti gli ebrei fossero contro Gesù: e questo va detto a suo merito. I due membri del Sinedrio che parlano a suo favore nei Vangeli non ci sono. Tra la folla appaiono a più riprese persone che lo difendono. Una donna grida: «Aiutatelo, è un santo!». In particolare è il Cireneo - un ebreo di Cirene, venuto a Gerusalemme per la Pasqua - ad appassionarsi a questa difesa. La frase chiave dell' accusa di deicidio - «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli» (Matteo 27, 25)- nel film è gridata in aramaico da Caifa, ma non è proposta nella traduzione per sovrimpressione: omissione decisa dal regista per tener conto della protesta ebraica.
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