| I Valar |
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| La storia | ||||||
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Gli Ainur, i "Santi" furono creati da Eru Ilúvatar all'inizio del tempo; dopo che essi ebbero contemplato nella Visione ciò che avevano creato con la loro Musica, Eru Ilúvatar inviò nel Vuoto la Fiamma Imperitura poiché essa fosse il cuore del Mondo; così Eä, il "Mondo che è", prese vita. Fino ad allora gli Ainur erano stati esseri di puro spirito, ed abitavano le "Aule Atemporali". Dopo la creazione del Mondo, alcuni fra loro desiderarono recarvisi,
mentre altri vollero restare con Ilúvatar. Coloro che decisero
di abitare Eä prendendo una forma terrena, si possono suddividere
in due popoli: i Valar, che erano solo quindici, ma più potenti,
ed i Maiar, più numerosi ma meno potenti. Infine i Valar stabilirono la loro prima dimora su Almaren, una verde
isola nel Grande Lago al centro della Terra di Mezzo. A quel tempo,
Arda era illuminata dalla luce delle due Lampade dei Valar, una a Nord
chiamata Illuin, ed una a Sud, chiamata Ormal: Almaren si trovava proprio
nel punto in cui la luce delle due Lampade si fondeva. Iniziò
così l'Era delle Lampade, chiamata anche Primavera di Arda, che
finì quando Melkor ruppe le Grandi Lampade e distrusse l'isola
di Almaren con i suoi splendidi e verdi giardini.
Aulë è il Signore della terra, il padrone
dei mestieri e dei materiali di cui è fatta Arda ed è
chiamato anche "Il Fabbro" poiché ama costruire e plasmare
le cose, soprattutto pietre e metalli. Egli fece di più rispetto
agli altri Valar durante la costruzione di Arda: su richiesta di Yavanna
fu lui a costruire le Lampade dei Valar ed in seguito forgiò
Angainor, la catena con la quale Melkor fu legato, ed i vascelli del
Sole e della Luna. Fra i Nani, Aulë è chiamato Mahal, che
significa "l'Artefice", poiché fu lui a creare i primi
Sette Padri dei Nani plasmandoli da terra e pietra ancora prima che
gli Elfi si destassero. Ilúvatar non punì Aulë per
questo, ma non volle che i Nani venissero prima dei Primogeniti: ordinò
quindi ad Aulë di addormentare i Sette Padri in luoghi remoti fino
alla venuta degli Elfi. Estë è la Signora del riposo ed è la sposa di Irmo (chiamato anche Lórien). E' chiamata anche la "Guaritrice", perché dalle sue fonti tutti possono trarre sollievo nel corpo e nell'anima dai loro fardelli. Estë è chiamata anche "La Gentile" o "La Signora di Pace e Riposo" e di giorno è solita riposare su un'isola nel lago Lórellin, nei giardini di Lórien. Irmo è il minore dei Fëanturi, i signori di spiriti, ed è chiamato anche Lórien, dal nome dei giardini in cui dimora. Sua sposa è Estë e come lei anch'egli riposa di giorno; suo fratello maggiore è Námo (chiamato anche Mandos). E' chiamato anche il Signore delle Visioni e sei Sogni, poiché oltre a curare gli spiriti, intuisce i desideri e le speranze dei Figli di Ilúvatar. E' generoso e suggerisce pace interiore, benché il suo sguardo sia infiammato da un fuoco particolare; appare alto, snello e vestito di un blu simile al colore degli alberi nelle notti di plenilunio. Manwë è il Re dei Valar, ed è chiamato
anche Súlimo, cioè Signore del Respiro di Arda, perché
ama l'aria, i venti e le nuvole, nonché tutti gli uccelli, ed
essi rispondono al suo volere. Egli è il signore di Arda e di
tutto ciò che è in essa; è lo spirito più
potente che esista, dopo Eru, e solo Melkor può eguagliarlo poiché
è suo fratello. Varda è la sposa di Manwë, ed il
loro amore non conosce limiti; quando siedono uno accanto all'altra
nella loro dimora su Taniquetil, il più alto picco delle Pelóri,
gli occhi di Manwë possono vedere ogni cosa sulla superficie delle
terre e del mare e il suo sguardo attraversa nuvole e nebbie. Quando
è irato, la sua rabbia genera le tempeste che si riversano su
Arda. Melkor è il Signore Oscuro ed il suo nome,
in Quenya, significa "Colui che si leva in Possanza". All'inizio
del Tempo, egli era fratello di Manwë nella mente di Ilúvatar,
e ne era felice, dividendo con lui il potere; fu nella Grande Musica
che iniziò a creare discordia, e da lui ebbe origine tutto il
Male. Come Aulë, egli voleva creare cose secondo il suo desiderio,
senza dover essere legato a ciò che aveva osservato nella Visione;
ma a differenza di Aulë, dopo essersi recato su Eä, Melkor
si ribellò apertamente distaccandosi da Ilúvatar e dagli
altri Valar, e il suo nome non fu più pronunciato fra loro. Dopo
il furto dei Silmaril, fu chiamato Morgoth, che in Quenya significa
"L'Oscuro Nemico", ma anche Bauglir, "Il Costrittore",
o Belegurth, che in Sindarin significa "Grande Morte". Námo è il Governatore della Sorte, ed
è chiamato più spesso Mandos, dal nome del luogo in cui
si trovano le sue aule, all'estremo Ovest della terra di Aman. Il suo
nome significa "Giudice", poiché è lui che proclama
il destino degli spiriti. E' il maggiore dei Fëanturi, fratello
di Irmo e Nienna. Nessa è la Signora della Gioia e della Festa,
ed è la bella sposa di Tulkas, nonché sorella di Oromë.
A parte Vána, ella possiede lo spirito più selvaggio di
tutte le Valier, e la sua mente è sempre sgombra da preoccupazioni.
Nella sua celebrazione della vita, a Nessa piace correre nei boschi,
ridere, gioire, ma soprattutto danzare. A Valimar danza sui prati sempre
verdi ed incarna i sentimenti di gioia e letizia. Ama i daini, che la
seguono ovunque, ma che ella supera nella corsa. Nienna è la Signora delle Lacrime, ed è
la sorella dei Fëanturi, Irmo e Námo. Le sue aule si trovano
ai confini occidentali di Aman, sulle sponde del Mare Esterno, dove
dimora da sola; ella è l'antitesi di Nessa, l'incarnazione del
Dolore e della Sofferenza, e non si reca mai a Valimar dove c'è
sempre festa, ma preferisce le aule del fratello Mandos, dove conforta
le anime in attesa. Nienna non soffre per sé, ma per il Dolore
arrecato ad Eä ed a coloro che vi dimorano; insegna la Pietà
e la Pazienza ed imparò molto da lei il Maia Olórin, conosciuto
più tardi nella Terra di Mezzo col nome di Gandalf. Oromë è il Signore delle Foreste, Tauron
in Sindarin. E' chiamato anche il Cacciatore dei Valar, poiché
ama cavalcare Nahar, il suo cavallo bianco, nelle foreste della Terra
di Mezzo suonando Valaróma, il suo grande corno. Tra gli Elfi
è conosciuto anche con i nomi Araw o Aldaron, tra gli Uomini
come Béma, ed è il Vala più conosciuto nella Terra
di Mezzo. Tulkas è detto anche Astaldo, il Valoroso,
ed è il più grande dei Valar per quanto riguarda la forza
ed il combattimento. Non cavalca, perché nessuno può superarlo
nella corsa e combatte a mani nude, senza armi. Può diventare
un terribile nemico, ma anche un valoroso alleato, ed è temuto
perfino da Morgoth. Quando combatte non si preoccupa mai, anzi prende
la lotta come un gioco e ride in faccia al suo avversario senza mostrare
paura. Nonostante abbia combattuto con lo stesso Melkor quando il Mondo
era ancora giovane, la sua modesta intelligenza e la sua poca abilità
nel dare consigli fanno sì che sia tenuto in minore considerazione
rispetto agli altri Valar. Tulkas non si arrabbia facilmente, perché
prende tutto, persino il combattimento, con allegria, e sa essere un
amico sincero e leale. Ulmo è il Signore delle Acque, ed è detto anche il Re dei Mari. Fiumi, laghi, mari, oceani e fonti sono sotto il suo dominio, ed egli vi dimora da solo. All'inizio del Tempo, prima che i Valar si trasferissero a Valinor, era amico di Manwë, ed anche quando Valinor fu creata gli rimase vicino nel pensiero, ma raramente partecipava ai concili dei Valar. Egli non ama camminare sulla Terra e neanche prendere una forma come gli altri Valar; le rare volte che lo ha fatto, chi lo ha potuto vedere è stato preso da grande paura, perché il suo aspetto è maestoso, simile ad una grande onda con l'elmo di spuma ed una cotta di maglie cangianti dall'argento al verde e la sua voce è profonda come gli abissi degli oceani che solo lui conosce. Nonostante il suo aspetto, Ulmo è amico sia degli Elfi che degli Uomini e li ha aiutati anche quando la collera dei Valar si abbatteva su di loro. Fu lui ad apparire in sogno a Turgon, guidandolo poi alla ricerca della valle di Tumladen tra i Monti Cerchianti; guidò inoltre Tuor a Gondolin, in modo che si compissero i suoi disegni. Quando Ulmo si addentra nella Terra di Mezzo da estuari di fiumi suona spesso i suoi corni, gli Ulumúri, ricavati da conchiglie, e coloro che li odono vengono presi dal desiderio del mare, che mai più li abbandona. Vairë è detta anche la Tessitrice, ed è la sposa di Námo. Ella tesse in tele tutto ciò che avviene nel Tempo e Námo se ne serve per giudicare le sue anime; dimora con il suo sposo nelle aule di Mandos, che sono tappezzate dalle sue tele. Di carattere quieto e serio, è la sposa adatta per Námo; la sua veste è di colore viola, dalla linea triste, che le conferisce un aspetto autoritario adatto al suo ruolo. Vána è la sorella minore di Yavanna
e la sposa di Oromë; è chiamata anche la Sempregiovane.
E' l'incarnazione dello spirito della vita, rappresenta la nascita ed
è bella e selvaggia. E' di spirito fiero e con i suoi canti muove
i cuori di chi la ascolta. Ama occuparsi di giardini, sia che essi siano
nei selvaggi territori nel Sud di Valinor, sia che essi si trovino nella
città di Valimar. Al suo arrivo, che sia notte o giorno, gli
uccelli iniziano a cantare ed i fiori sbocciano se ella li guarda. La
sua principale ancella è la Maia Arien, un potente Spirito di
Fuoco: ella si è presa cura dei fiori dorati nei giardini di
Vána finchè non le è stato affidato il compito
di guidare il vascello del Sole. Varda è la Regina dei Valar, la sposa di Manwë
e la più potente delle Valier. E' chiamata con molti nomi: Elentári,
"Regina di stelle", Fanuilos, la "Semprebianca",
Tintallë, "l'Accenditrice", e molti altri. Ella ha avuto
una parte essenziale nella creazione di Eä: ha creato le stelle,
ha acceso le Lampade dei Valar ed i Due Alberi, ha benedetto i Silmaril
e dato luce ai vascelli del Sole e della Luna. Varda è saggia
e compassionevole, ed è grazie a lei che Manwë ha compreso
l'oscuro pericolo rappresentato da Melkor, poiché egli da solo
era incapace di riconoscere in lui la natura del male. Yavanna è la Dispensatrice di Frutti, ed il suo dominio sono tutte le cose che crescono sulla terra. E' chiamata anche Kementári, la Regina della Terra, ed il suo sposo è Aulë. All'Inizio del Tempo ella creò i primi semi con il suo pensiero, li benedisse e dette loro vita; ebbe una parte importante durante la creazione di Arda, perché tutte le piante, dai grandi alberi ai piccoli fiori, sono opera sua. Fu Yavanna a creare i Due Alberi di Valinor, intonando un dolce canto sul colle di Ezellohar e facendo sì che essi germogliassero; e quando furono distrutti, il suo canto, insieme al pianto di Nienna, fece sì che producessero l'ultimo frutto e l'ultimo fiore. Tra le Valier, è riverita quasi quanto Varda, ed i suoi giardini sono rinomati più di tutti gli altri. E' molto bella, indossa un abito verde ed è scintillante come un frutto appena nato sotto il Sole. Alcuni l'hanno anche vista in forma di albero, le cui foglie erano agitate dai venti di Manwë e le cui radici affondavano nelle acque di Ulmo.
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