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Liberi. Storie e testimonianze dalla Russia Stampa
Libri
0215_1È sempre possibile vivere da uomini, fare un'esperienza di libertà e di verità, in forza di un incontro
che colma la vita e la rende degna del suo nome.

Giovanna Parravicini

Nel XX secolo la Russia è stata oggetto di un tragico esperimento di riduzione della persona all'ideologia, e di un altrettanto straordinario processo di resistenza dell'io umano alla violenza del potere. Le storie scelte, appartenenti ad ambiti sociali e culturali diversi, prima e dopo il crollo del regime sovietico, costituiscono chiavi di lettura e aperture prospettiche su nodi della storia russa (le comunità della Chiesa catacombale, il terrore del '37-38, il nascere del dissenso, ecc.), rievocate attraverso personaggi che ne furono partecipi. Nelle vite di queste persone (la pianista, il sacerdote, la scrittrice, la madre di famiglia, il professore di filologia, ecc) parole come verità, persona, libertà, esigenze costitutive dell'io, hanno trovato incarnazione; si documenta una fede vissuta, in situazioni in cui l'ideologia dominava e, per certi aspetti, sia pur in forme molto diverse, domina l'orizzonte della vita individuale e sociale.
Testimonianze eccezionali che è possibile vivere sempre e comunque. Segnalo in particolare Sergej Averincev,  Vera Laskova e Padre Stanislovas Dobrovolskis.
Sergej Averincev
Lo scritto, la parola, la poesia - in una parola la cultura - ha senso solo se "aiuta a vivere", e cioè se "fra i suoi attributi vi sono un segreto ardore e una libertà segreta".
La sua diagnosi della società contemporanea è implacabile («I giovani oggi soffrono non di pigrizia, ma di devastazione del desiderio di cultura e della capacità stessa di desiderare»);
la sua visione del cristianesimo odierno è lucidissima («Tutte le leggi della probabilità sono contro il cristianesimo... Nel migliore dei casi si tenta di falsarlo, di riedificarlo a propria immagine, di riformularlo in un comodo e confortevole paganesimo»). Ma non è questa in lui l'ultima parola: sia quando mi è capitato di incontrarlo, sia leggendo i suoi scritti ho sempre colto un'intima letizia, una radiosa speranza, che come sottolinea lui stesso nasce unicamente da quelle parole rivolte all'apostolo: «"Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi con il grano; ma io ho pregato per tè...". Questa è un po' l'epigrafe di tutta la storia del cristianesimo... È su questo "ma" e solo su di esso che si regge tutto il cristianesimo, come a una catena sottilissima e robustissima che lo trattiene sopra l'abisso, nonostante tutto... La Chiesa non ha altro da offrire alla società se non Cristo».

Preghiera per l'ultima ora
Quando la Morte riderà di me
come colei che ride ultima e fiaccherà
le membra ad una ad una
Sia con me la Tua Forza
Quando il pensiero sprofonderà ottuso
quando la volontà si perderà
quand'io più non saprò il mio nome
Sia con me il Tuo Nome
Quando verrà la fine dei discorsi
e la lingua così loquace un tempo
s'impietrirà nell'afasia della tomba
Sia con me la Tua Parola

Quando passerà l'apparenza
che il veggente vedeva in piena luce
e la superbia del non essere
nuda apparirà
Colma di Tè il mio vuoto.

 

Vera Laskova
Ci siamo abituati a vedere
passeggiando
lungo le vie
nelle ore libere
i volti imbrattati della vita
proprio come i vostri.
E a un tratto,
come rombo di tuono
e come la venuta al mondo di Cristo
insorse
calpestata e crocifissa
La bellezza umana.

Padre Stanislovas Dobrovolskis
Spesso, per illustrare la vita della fede, parlava per apologhi; faceva l'esempio di un abat-jour, che quando è spento può sembrare bello o brutto, sporco o pulito, ma appena si accende e fa luce, ne viene in qualche modo trasfigurato, nella luce trova significato e bellezza: ebbene, questa è la Chiesa.
Faceva anche l'esempio di un museo, in cui si può entrare dal retro, vedendo solo scope, strofinacci e bidoni di immondizia, oppure dall'ingresso principale che porta alle esposizioni e consente di ammirare inestimabili tesori: ciascuno nella Chiesa trova quello che in realtà sta cercando.
Animato da questa certezza, non aveva paura di riconoscere mali e problemi esistenti nella Chiesa, era molto franco e tranquillo in proposito; e d'altra parte non era affatto un relativista, pronto ad ammettere che ogni credenza in fondo si equivalga, che l'importante sia comportarsi bene, con senso morale - sottintendendo con questa definizione un certo tipo di "buona educazione" perfettamente mondana... - ah no, lui era molto netto nel dichiarare: "Benissimo, è bello che tu non ammazzi il tuo prossimo, anzi che vada d'accordo con lui, ma non pensare che questo abbia lontanamente a che fare con la fede cristiana!".

 

 
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