| Il segreto delle pulsar |
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Il segreto delle pulsar potrebbe avere i giorni contati, grazie alla scoperta di un gruppo di astronomi del New Mexico. Le pulsar sono stelle di neutroni nate dall'esplosione di stelle più grandi giunte al termine della loro esistenza. Ruotano velocemente su se stesse emettendo continuamente onde radio; ma il fenomeno che origina queste emissioni non ha ancora trovato una spiegazione certa da quando, nel 1967, venne scoperto il primo di questi curiosi oggetti celesti. Almeno fino ad oggi.
Nuovi dati sono infatti emersi da una recente analisi della pulsar nella Nebulosa del Granchio. Originatasi dall'esplosione di una supernova nel 1054, sembra produrre 33 emissioni radio al secondo. Questi segnali sono stati analizzati più e più volte nel corso degli anni ma il team del New Mexico ha stabilito un piccolo record: utilizzando le proprie attrezzature e il Radiotelescopio di Arecibo è riuscito a registrare le emissioni in intervalli di tempo di appena un nanosecondo, ovvero di un miliardesimo di secondo. Così facendo si sono accorti che oltre al segnale principale, erano presenti anche degli impulsi radio più deboli della durata di soli 2 nanosecondi ciascuno.
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Le pulsar emettono onde radio come fossero dei radiofari celesti
Proprio per la loro estrema brevità questi segnali erano sfuggiti a tutte le precedenti registrazioni. Secondo i calcoli, possono essere originati solo da sorgenti molto piccole, estese non più di 60 centimetri. E sorgenti con tali caratteristiche non possono che essere piccoli ammassi di particelle cariche che si muovono nel campo magnetico della pulsar. Adesso si cerca di capire se un simile scenario possa spiegare anche le emissioni radio primarie: se così fosse, tra le tante teorie proposte sulle pulsar, sarebbe confermata solo quella che aveva previsto tale possibilità.