| Universo lontano scoperto da Hubble |
|
| News |
![]() Ci sono voluti 12 giorni di osservazioni continue ma alla fine ecco il risultato. E' una nuova immagine dell'Universo lontano ottenuta dal telescopio spaziale Hubble, nella quale si contano circa 10mila galassie. Si trovano a oltre 13 miliardi di anni luce da noi, contendendo alle due galassie individuate nelle scorse settimane il titolo di più distante. Rispetto a queste ultime c'è però una differenza: sono state osservate da Hubble in modo diretto, senza l'aiuto di effetti astronomici che ne amplificassero la luminosità. Le osservazioni sono inoltre avvenute nella luce visibile e non all'infrarosso o ai raggi X. Quindi l'immagine ce le mostra proprio come le vedremmo se il nostro occhio fosse in grado di vedere sino a quelle distanze. La capacità di osservare nel visibile è del resto il punto di forza di Hubble. Anche per questo il suo pensionamento prematuro fa ancora più male. E' vero che a raccoglierne l'eredità c'è il James Webb Telescope, ma verrà lanciato solo nel 2011 e osserverà nell'infrarosso. Così questa immagine dell'Universo lontano ottenuta nel visibile rischia di essere l'ultima per almeno un paio di decenni. È l’immagine più profonda mai realizzata da un telescopio: grazie alla nuova modalità Ultra Deep Field (HUDF), aggiunta al Telescopio Spaziale Hubble dopo l’ultima miglioria tecnica implementata nel 2002 con le camere ACS e NICMOS, è stata ottenuta una ripresa che ritrae oltre 10000 remotissime galassie, che potrebbero risalire ai confini dell’età “oscura”, l’epoca in cui l’Universo attuale emerse dal plasma opaco seguito al Big Bang. La nuova immagine supera, per risoluzione (0,085 arcsec) e profondità, da 2 a 4 volte le già stupefacenti riprese ottenute in modalità Deep Field nel 1995 e nel 1998: combinando le immagini riprese dai due principali strumenti del Telescopio si sono registrate galassie che risalgono probabilmente a soli 400 milioni di anni dal Big Bang, che potrebbero presentare dei red-shfit attorno a 12! La porzione di cielo inquadrata, pari a un decimo del diametro della luna piena, appartiene alla costellazione della Fornace e in essa si staglia una moltitudine di galassie assai differenziate per forma, colore e dimensioni. In particolare, e a differenza della prevalenza di galassie ellittiche o spirali comuni ai nostri giorni, in questa immagine si notano oggetti dai profili più strani e sconcertanti, a testimonianza di un periodo nel quale l’Universo era molto più “piccolo” e caotico, e le galassie erano sottoposte a rapidi cambiamenti strutturali. Gli esperti del STScI hanno finora identificato per via spettroscopica circa un migliaio di oggetti, isolando tra galassie lontane che appaiono “rosse” per il forte oscuramento da polveri, stelle nane e quasar alcuni puntolini rossi che potrebbero essere i più remoti oggetti galattici finora scoperti. Per raggiungere una simile profondità, assolutamente al di fuori della portata dei migliori strumenti terrestri, pur capaci di raggiungere nelle migliori condizioni di seeing galassie a red-shift 10, è stato necessario un tempo complessivo di posa pari a 11,3 giorni virtuali, realizzando 800 esposizioni nel corso di 400 orbite tra il settembre del 2003 e il gennaio del 2004. Con questa modalità sono stati raggiunti oggetti fino alla trentesima magnitudine. |







