Individuati dieci sistemi stellari con caratteristiche simili al Sistema
Solare, che potrebbero consentire forme di vita. Tutti sono molto lontani
dalla Terra, da 4,5 a 26 anni luce
Una manciata di stelle, appena dieci, per andare a cercare pianeti gemelli
della Terra e sui quali potrebbe essersi sviluppata la vita.
La Top ten, il cui obiettivo è snellire il più possibile
una ricerca molto lunga e difficile, è stata presentata nei giorni
scorsi al congresso dell'Associazione americana per l'avanzamento delle
scienze (AAAS) svoltosi negli Stati Uniti, a St Louis, dall'astronoma
Margaret Turnbull, della Carnegie Institution di Washington.
I dieci sistemi stellari che potrebbero ospitare mondi abitati (o ''habstar'',
come li ha chiamati la ricercatrice) sono lontani dalla Terra da 4,5
a 26 anni luce, distanze dell'ordine di migliaia di miliardi di chilometri.
Margaret Turnbull li ha individuati seguendo una strada nuova rispetto
a quelle finora percorse dai ''cacciatori" di pianeti extrasolari
simili alla Terra: anziché concentrare l'attenzione sui pianeti,
finora impossibili da osservare direttamente, l'astronoma ha deciso
di andare in cerca delle stelle che somigliano di più al nostro
Sole per anzianità, dimensioni, composizione e stadio evolutivo.
Grazie a questo stratagemma, è stato possibile scremare il catalogo
iniziale dei possibili candidati, che comprendeva ben 17.129 sistemi
stellari e che la stessa Turnbull aveva stilato nel 2003.
Soltanto una manciata di stelle ha superato la selezione e potrebbero
essere proprio questi, secondo l'astronoma americana, gli obiettivi
dei principali programmi volti alla ricerca di vita extraterrestre,
come il SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) basato sui dati
rilevati dai radiotelescopi, e la missione della NASA TPF (Terrestrial
Planet Finder) basata sul lancio di due osservatori spaziali intorno
al 2016 e ora slittata ad una data non precisata.
C'è grande attesa anche per l'avvio dell'osservatorio californiano
ATA (Allan Telescope Array) sviluppato dal SETI e dall'istituto di Radioastronomia
dell'università di Berkeley: dei suoi 350 telescopi, 42 dovrebbero
essere operativi entro l'anno.
''Le stelle - ha osservato Margaret Turnbull - non sono tutte uguali
e non tutte somigliano al nostro Sole''. Per essere considerate ''sorelle''
della nostra stella devono innanzitutto avere almeno 3 miliardi di anni,
un tempo cioè sufficiente perché intorno ad esse la materia
possa essersi aggregata per formare pianeti e perché su questi
possano crearsi condizioni adeguate ad ospitare la vita, prima fra tutte
la presenza di acqua allo stato liquido.
Devono poi avere un contenuto di metalli che sia almeno la metà
di quello del Sole perché una buona percentuale di ferro e metalli
è indice dell'abbondanza di questi anche nella nube che ha dato
origine al sistema stellare, e la presenza di metalli aumenta le probabilità
della presenza di pianeti.
E come il Sole, le stelle candidate devono trovarsi al culmine del loro
processo evolutivo. Non devono quindi essere né giganti rosse
né nane bianche, ossia stelle giunte alla fine del ciclo, ma
devono avere davanti un tempo abbastanza lungo da permettere la formazione
di pianeti capaci di ospitare la vita.
La prima candidata della top-ten è beta CVn, distante circa
26 anni luce (circa 246.000 miliardi di chilometri), nella costellazione
dei Cani da caccia (Canes Venatici).
HD 10307 dista 42 anni luce e poco lontano da essa si trova HD 211415,
con un contenuto di metalli pari alla metà rispetto a quello
del Sole e la temperatura un po' meno elevata.
18 Scorpii, nella costellazione dello Scorpione, è appena un
po' più giovane del Sole (circa 300 milioni di anni in meno),
un po' più calda e con un periodo di rotazione di poco più
veloce.
51 Pegasus è famosa perché attorno ad essa è stato
scoperto il primo pianeta extrasolare.
Epsilon Indi A si trova a circa 11,8 anni luce, nella costellazione
dell'Indiano (Indus) e la sua luminosità è un decimo di
quella del Sole.
Epsilon Eridani, nella costellazione del Fiume (Eridanus), è
lontana 10,5 anni luce ed è più piccola e fredda rispetto
al Sole.
Omicron2 Eridani è una nana arancione distante 16 anni luce e
quasi coetanea del Sole.
Alpha Centauri B è la più vicina, a soli 4,5 anni luce.
Tau Ceti, infine, ha la stessa luminosità del Sole, è
povera di metalli, ma è vissuta abbastanza da avere reso possibile
la formazione di mondi con forme di vita complesse..
03 marzo 2006