| Giove: una nuova macchia rossa |
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Una nuova macchia rossa Claudio Elidoro - Fonte: NASA ![]() La più nota - e anche la più grande - tra le caratteristiche superficiali che possiamo osservare sui pianeti del Sistema solare è probabilmente la Grande macchia rossa di Giove. Questo enorme ovale rossastro in grado di contenere più di due volte la Terra è in realtà una delle più sconvolgenti tempeste attive nell'intero Sistema solare. Basta osservare l'incredibile intrico delle correnti gassose mostrato dalle immagini ravvicinate delle sonde spaziali per avere conferma della sua inaudita violenza. Sulla superficie di Giove, comunque, è anche possibile individuare
le tracce di altre tempeste minori: ovali più piccoli che talvolta
col passare del tempo cambiano colore. Le osservazioni di Giove effettuate
dal telescopio spaziale Hubble tra il settembre 1997 e il settembre
2000, però, hanno mostrato come tre di queste tempeste minori
si sono aggregate fino a formare un'unica struttura più grande,
chiamata Ovale BA. Le sue dimensioni - circa la metà di quelle
della Grande macchia rossa - e il suo colore la rendevano particolarmente
visibile e dunque facile bersaglio anche per gli appassionati. L'ovale,
infatti, si presentava di colore bianco, lo stesso colore delle tempeste
che l'avevano originato. Non è ancora ben chiaro quale sia il meccanismo in grado di
tingere di rosso questi cicloni. Qualcuno ipotizza che ciò dipenda
dal fatto che venga risucchiato materiale dagli strati inferiori e portato
fin oltre le nubi, dove l'azione della luce solare - grazie a qualche
particolare reazione chimica - indurrebbe il tipico colore rossastro.
Se questo meccanismo è quello corretto, possiamo dedurre che
anche la neonata macchia rossa è in grado di pescare negli stessi
strati profondi dell'atmosfera di Giove. Ma questo significa anche che
nel corso del tempo la tempesta si è rafforzata e potrebbe farlo
ancora di più.
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