| Un lampo racconta l'universo giovanissimo |
|
| News |
![]() Un flash dall'inizio del tempo, che racconta la storia dell'universo com'era quando era giovanissimo, nato 900 milioni di anni prima, e nel quale cominciavano appena a formarsi le prime stelle. A coglierlo per primi al mondo sono stati i ricercatori italiani dell'Istituto di astrofisica spaziale e fisica cosmica - Istituto nazionale di astrofisica (INAF) a Palermo. A catturare il lampo gamma, risultato di una potentissima esplosione dovuta al collasso di una stella molto massiva, e' stato il satellite Swift, realizzato dalla Nasa in collaborazione con Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Consiglio britannico per le ricerche di Astronomia e Fisica delle particelle (PPARC). Non appena e' comparso il lampo, unica traccia arrivata fino a noi di un'esplosione avvenuta 12,8 miliardi di anni fa, il telescopio principale di Swift (il BAT, Bursts Alert Telescope) l'ha individuata ed entro poche decine di secondi gli altri due telescopi del satellite si sono orientati automaticamente per osservarlo. In tempo quasi reale Swift ha segnalato automaticamente l'evento con una e-mail alla rete di telescopi basati a Terra. La notte del 4 settembre scorso era di turno l'Italia, che nell'ascolto dei segnali si alterna con Stati Uniti e Gran Bretagna. Cosi' e' stato anche grazie a un pizzico di fortuna che il segnale e' arrivato al centro INAF a Palermo. ''Con la e-mail abbiamo ricevuto entro pochi secondi le prime informazioni sulle caratteristiche dell'evento, come posizione e intensita''', ha detto Giancarlo Cusumano, che ha coordinato la ricerca internazionale sul lampo gamma piu' distante mai osservato, chiamato GRB 050904. ''E' l'esplosione piu' lontana finora osservata ed anche uno degli oggetti piu' lontani mai osservati finora'', ha detto il responsabile scientifico della missione per l'Italia, Guido Chincarini, dell'universita' di Milano Bicocca e astronomo emerito dell'osservatorio INAF di Brera. Oggetti ancora piu' lontani finora osservati, ha aggiunto, sono soltanto due quasar. Vedere eventi come questi e' ancora possibile perche' la luce prodotta da queste gigantesche esplosioni impiega miliardi di anni per arrivare fino a noi. Quella registrata da Swift e' stata quindi un'esplosione da record. E'avvenuta ad una grande distanza, che corrisponde a un'epoca in cui l'universo era ancora molto giovane, nella quale si era formata la materia e c'era molto idrogeno neutro. Un universo molto diverso da quello che conosciamo oggi, completamente ionizzato, ha proseguito l'esperto. Nella passaggio da una fase all'altra l'universo si e' popolato di stelle e galassie. ''Di questa epoca in cui si sono formato le stelle e le prime galassie si sa poco o niente - ha detto Chincarini - e adesso speriamo di trovare esplosioni ancora piu' lontane''. Un evento come l'esplosione GRB 050904 ''e' importantissimo anche per studiare l'evoluzione delle stelle'', ha detto Chincarini. Nell'epoca in cui si e' verificato del lampo, infatti, le stelle avevano una composizione diversa, povera di metalli pesanti, che si sono formati soltanto successivamente. Adesso la speranza dei ricercatori e' riuscire a trovare oggetti ancora piu' lontani del lampo gamma GRB 050904. ''Ma e' una ricerca molto difficile'', ha osservato lo studioso. Tuttavia molte delle esplosioni osservate da Swift sono avvenute in epoche piuttosto lontane e questo, ha concluso Chincarini, fa sperare che ''prima o poi il satellite riesca a scoprire un'esplosione ancora piu' potente e lontana di quella registrata nel settembre scorso e descritta questa settimana su Nature''.
|







