| Stelle nasceranno nella Grande Nube di Magellano |
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Il telescopio ad infrarossi AKARI (la missione era nota anche come ASTRO-F o IRIS), realizzato dalla JAXA (Giappone) con la partecipazione dell'ESA, sta concludendo la prima fase di scansione del cielo. Recentemente tale attività si è concentrata sulla Grande Nube di Magellano, fornendo splendide immagini di tale galassia. La Grande Nube di Magellano è una galassia vicina alla Via Lattea, nella quale sono siti il Sole e la Terra. E' distante 160 mila anni luce dalla Via Lattea - pochissimo su scala astronomica - e contiene dieci miliardi di stelle: in pratica un decimo della popolazione della Via Lattea. E' visibile nell'emisfero sud: ad occhio nudo questa galassia apparirebbe come una continuazione della Via Lattea. AKARI ha inviato due immagini di particolare importanza: la prima di queste [rif. immagine 1] è realizzata nel "lontano infrarosso". A quelle frequenze viene facilmente evidenziata la distribuzione di materia stellare - polvere e gas - nella galassia.
Poiché le stelle che nascono si sviluppano dietro nubi di polvere interstellare, l'immagine ripresa da AKARI assume particolare importanza. Il meccanismo che si verifica è il seguente: granelli di polvere interstellare presenti nelle galassie vengono riscaldati dalle stelle appena nate e questo calore viene irradiato come raggi infrarossi: ecco perché si riesce a catturare queste immagini e, cosa ancora più importante, si riesce a capire se vi sono nuove formazioni di stelle. Si tratta di situazioni che si ritiene si verifichino in molte galassie e molte volte durante la loro evoluzione. Uno scenario come quello evidenziato dalla Immagine 1 viene definito di "star burst" e proprio uno degli obiettivi che si vogliono cogliere con la missione AKARI è di osservare degli starburst e le condizioni fisiche, specie riguardo alla temperatura, delle nubi
immagine 2
interstellari e, pertanto, capire in che condizioni hanno luogo gli starburst: questo fenomeno può avvenire per effetto della nascita di stelle o per l'esplosione di stelle alla fine della loro esistenza: ci fu un episodio del genere a febbraio del 2005, quando una magnetar, la SGR-1806 - 20, esplose nella nostra Galassia. La Grande Nube di Magellano è caratterizzata da una speciale distribuzione della materia interstellare: quest'ultima infatti forma una struttura a disco attorno a una struttura sferica centrale detta "spindle", il che denuncia come la struttura a disco sia in una posizizione diversa da quella dello spindle centrale: ciò potrebbe dipendere, secondo gli astronomi, dalla forza gravitazionale esercitata dalla Via Lattea. Sempre nell'Immagine 1 è visibile a sinistra in basso la Nebulosa Tarantola, una vera "fabbrica di stelle".
Immagine 3
La seconda immagine è stata ripresa nelle frequenze dell'infrarosso "medio" e "vicino" (quest'ultimo è contiguo alle frequenze del colore rosso visibile). Questa immagine [rif. Immagine 2] mostra l'esistenza di stelle vecchie oltre alle nubi interstellari, proponendo interessanti elementi relativi a come le stelle restituiscono la loro materia prima nel mezzo interstellare alla fine della loro vita. Una stella che esplode come supernova, infatti, si disintegra ed emette il suo plasma e il suo materiale stellare nello spazio circostante. Nell'immagine 3 sono mostrati: nel poligono rosso la zona dell'Immagine 1 e nel poligono verde la zona dell'Immagine 2. |







