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Ricerca: nuovi microbi rafforzano ipotesi della vita nello spazio Stampa
Novità
Nel luogo piu' recondito del Mediterraneo, un lago ipersalino di fronte alla Libia a 3.300 metri di profondita' dove non si pensava potesse esserci vita, sono stati scoperti microbi unici al mondo. E' una colonia di batteri che popola un ambiente simile a quello di diversi corpi celesti: la scoperta dei ricercatori dell'Universita' degli Studi di Milano avvalora l'ipotesi che nel sistema solare possano essersi sviluppate simili forme di vita.

Il lago sottomarino Bannock - scoperto nel 1984 - e' a contatto con il mare vero e proprio, ma le sue acque rimangono separate dal resto del Mediterraneo a causa delle diverse concentrazioni di sale. Nei mesi scorsi il lago e' stato oggetto di una ricerca scientifica dei ricercatori dell'Universita' degli Studi di Milano che, utilizzando la nave oceaonografica Urania, hanno scoperto in uno dei luoghi piu' inospitali della Terra dei microrganismi unicellulari privi di nucleo (procarioti) mai osservati in precedenza.

I risultati dello studio, che sono in corso di pubblicazione sulla rivista Nature, ''hanno importanti implicazioni - si legge in una nota dell'universita' milanese - sia per la ricerca di nuove sostanze biologiche per applicazioni industriali, agrarie e farmaceutiche, sia per la ricerca della vita nello spazio''.

L'indagine e' stata condotta in collaborazione con altri tre centri italiani (tra cui l'Istituto per l'ambiente marino costiero di Messina) e otto gruppi europei, coordinati dal Consorzio nazionale interuniversitario per le Scienze del mare (Conisma).

Invece della normale acqua marina, spiegano gli esperti, il lago sottomarino Bannock contiene una salamoia ad altissimo contenuto di sali che, combinata alla scarsissima presenza di ossigeno, crea condizioni estreme, fino a poco tempo fa ritenute incompatibili con qualsiasi forma di vita. Eppure questo lago, la cui formazione e' iniziata milioni di anni fa, e' rimasto isolato dal mare circostante cosi' a lungo che ha dato luogo all'evoluzione di microbi unici. Per scoprire questa sorta di oasi nel Mediterraneo (un mare che, precisano i ricercatori, e' molto povero di nutrienti) e' stata utilizzata una sonda sottomarina collegata da un cavo lungo diversi chilometri ai computer della nave oceanografica italiana Urania.

Il sistema ha permesso agli scienziati di recuperare in maniera estremamente precisa campioni della salamoia e dei sedimenti del lago sottomarino, in modo da studiarne le possibili applicazioni in campo farmaceutico e industriale.

''Inoltre - aggiungono gli autori della scoperta - le recenti missioni spaziali hanno evidenziato la presenza, attuale o passata, di ambienti ipersalini molto simili alla salamoia del lago Bannock su Marte e su altri corpi celesti, come Europa, uno dei satelliti di Giove. La presenza di un'attivita' microbica nel lago Bannock costituisce un ulteriore supporto all'ipotesi che forme di vita microbiche possano esistere in analoghi ambienti su questi pianeti''.

 
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