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Il più celebre tra i falsi prodotti dagli ambienti antisemiti intorno al 1900. Collegato forse al primo congresso sionista avvenuto a Basilea nel 1897, il libello con questo titolo presentava un piano ebraico di dominio del mondo da realizzarsi attraverso il controllo della finanza internazionale e la promozione di guerre e rivoluzioni ovunque.
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La morte di 100 sacerdoti assassinati dai partigiani non fu inutile perché
contribuì alla sconfitta del Pci alle elezioni del 1948: parla
la storica Elena Aga-Rossi
«Non è vero che Togliatti non parla mai in prima persona
nei rapporti spediti a Mosca: i documenti sovietici dimostrano che gli
alti dirigenti comunisti italiani non solo tolleravano le violenze sommarie,
ma erano favorevoli a quei metodi»
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In più casi la lotta per la liberazione non ha avuto pietà
dei suoi stessi aderenti. È successo anche in Piemonte, dove almeno
una dozzina di preti (alcuni erano cappellani delle formazioni ribelli)
vennero assassinati per odio di parte politica Ecco le loro storie.
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Polemiche storiche
In Emilia si susseguivano le stragi di cattolici e Guareschi inventava
il «Mondo piccolo», dove parroco e comunisti sono nemici-amici.
Il sindaco si chiama Bottazzi: come il capo di una squadraccia rossa.
Il caso di don Arozzi, anziano parroco di Riolo, trucidato nel maggio 1945:
la sua salma non è più stata trovata e il suo nome tra i
morti della guerra non esiste
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Tornano alla ribalta gli eccidi di sacerdoti e credenti da parte dei partigiani
«rossi» subito dopo la guerra. Non solo Pansa e Mieli: molti studi locali, ma ancora poco serena la valutazione storica dei misfatti di quel periodo. E a volte nemmeno i cattolici ricordano
i loro martiri
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Esce «Il sangue dei vinti», di Giampaolo Pansa, nuovo capitolo sugli orrori della guerra
civile.
Una tragedia per troppo tempo ignorata dalla storiografia ufficiale
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Alla fine della seconda guerra mondiale sono successi in Italia fatti ancora misteriosi: vendette dei partigiani, ritorsioni contro ipotetici avversari. Tutto finora tenuto rigorosamnete sotto silenzio dall cultura dominante. ma qualche squarcio si apre.
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Andrea Tornielli, Il Giornale 19.1.2005
È la lettera che ha originato l’ormai famosa presa di posizione
del Sant’Uffizio relativa al comportamento da tenere di fronte alle richieste
delle organizzazioni ebraiche di riavere i bambini ebrei salvati dalla Chiesa.
È un tassello fondamentale della vicenda dei «battesimi forzati»
francesi, che da settimane ormai vede impegnati storici e polemisti, e che conferma
la fondatezza storica della ricostruzione offerta nei giorni scorsi dal nostro
quotidiano sulla base del dispaccio originale contenente i veri ordini del Vaticano
per il nunzio apostolico a Parigi Angelo Roncalli, reso noto per la prima volta
su queste colonne martedì 11 gennaio scorso. |
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La donna a cui era stato affidato
voleva battezzarlo, ma il Papa, allora giovane prete si rifiutò
«Sono io l'orfano ebreo salvato da Wojtyla»
Alessandra Farkas, Il Corriere della Sera 18.1.2005
Come tanti orfani ebrei della Shoah adottati da genitori cattolici durante
la guerra, anche il polacco Stanley Berger sembrava destinato a essere battezzato
e a non fare mai più ritorno alla propria fede e cultura. |
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Andrea Tornielli, Il Giornale 11.1.2005
È un documento di tre pagine, non di una soltanto, e come già
ricostruito dal nostro quotidiano la scorsa settimana riguardava le richieste
di restituzione dei bambini ebrei salvati dalla Chiesa, avanzate non dalle famiglie
o dai parenti sopravvissuti, ma dalle «istituzioni ebraiche» che
proprio in quei mesi del 1946 lavoravano a Parigi e in tutta Europa per trasferire
quei piccoli in Palestina in vista della fondazione del nuovo Stato d'Israele. |
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Prima sugli altari poi nella polvere. E' andata così allo storico cattolico
di scuola dossettiana Alberto Melloni, tra il 28 dicembre e il 5 gennaio, sulle
pagine del "Corriere della Sera".
E, grazie a lui, è andata un po' così anche a Giovanni XXIII,
sulle stesse pagine e negli stessi giorni: da mitico "papa buono"
a "più tradizionalista di Pio XII". |
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Un importante studio di Giovanni Sale riproduce gran parte dei documenti emersi
di recente dagli archivi
Avvenire 14.4.2004
Gian Maria Vian
Le ricorrenti accuse di filonazismo e di passività nei confronti alla
Shoah rivolte alla Santa Sede e alla Chiesa cattolica non hanno fondamento,
ma sono frutto di polemiche strumentali. |
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Il Corriere della Sera 14.2.2004
Una studiosa russa ha raccolto la «storia orale» di quel massacro.
Che attende ancora di essere riconosciuto dall’Occidente e dall’Onu
Di recente Giovanni Paolo II ha inviato un messaggio ai cardinali ucraini Husar
e Jaworski in occasione del 70° anniversario dell’«Holodomor»,
cioè della carestia che nel 1932-33 affamò in particolare l’Ucraina,
allora sovietica, e altre popolazioni, dal Kazachistan al Caucaso settentrionale,
causando milioni di vittime. |
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Il Corriere della Sera 14.2.2004
Pubblichiamo alcune testimonianze di sopravvissuti all’Holodomor, raccolte
dalla storica moscovita Daria Chubova. I cognomi sono seguiti dalle iniziali
del nome e del patronimico
«Anche cani si mangiava, e gatti, e ratti... Gli uccelli piccoli, passeri
e cornacchie, li avevamo mangiati in autunno, da un pezzo non ce n’erano
più... Perché nasconderlo, si mangiava la gente.» (Ivanova
O.I.) |
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