Le indicazioni che seguono, suggerite dall' esperienza di questi anni,
intendono rispondere ai gruppi di Fraternità che hanno espresso
il desiderio di una maggiore serietà nell' impostazione della
loro vita, personale e comunionale.
1. Obbedienza alle indicazioni di chi guida tutta la Fraternità
Chi partecipa alla vita della Fraternità è invitato all'obbedienza
alle indicazioni di chi guida tutta la Fraternità, in una immanenza
responsabile alla vita del movimento, fmo all'affettività.
2. Natura e consistenza del gruppo
Un gruppo è costituito da adulti che liberamente lo scelgono
o lo costi tuiscono. Idea-guida della Fraternità è la
scoperta che un adulto è responsabile tanto del suo lavoro
e della sua famiglia quanto della sua santità: della vita come
cammino alla santità, cioè della vita come vocazione.
L'adulto, in quanto è responsabile, si mette insieme ad altri
che riconoscono la stessa responsabilità di fronte alla vita
come vocazione.
Secondo il metodo insegnato dal movimento, tutti dovrebbero desiderare
un gruppo di Fraternità, anche se l'adesione a essa è
personale.
3. La guida: ogni gruppo deve essere guidato
Ogni gruppo deve essere guidato. La guida non coincide meccanicamente
con la figura del priore, ma con una persona autorevole nel senso evangelico:
persona che ha fede, che può provenire anche da oltre il gruppo.
La guida deve comunicare" un metodo di vita: insegnare a ricondurre
tutto a un'idea fo?????tndamentale, meditando, guardando, amando la quale
può nascere «tutto il resto». Questa è l'origine
del nostro metodo: la vita cristiana nasce dall'incontro con una presenza,
seguendo la quale si cambia. È proprio in questo cambiamento
di sé che matura pacatamente l'idea di una regola.
La guida deve favorire una serietà autentica nella fede. Una
guida che indirizzi il gruppo, lo conforti, lo aiuti a correggere l'inevitabile
tendenza alla artificiosità e al moralismo.
Il rapporto stabile con una persona "esterna" al gruppo (sacerdote,
responsabile del movimento, membro dei Memores Domini) può evitare
l'enfatizzazione del proprio gruppo a scapito dell'unità di tutta
la Fraternità, che non è una federazione di realtà
autonome.
Ogni gruppo deve avere un priore, il quale svolge una funzione di segreteria
(avvisi, distribuzione testi, ecc.) e di ordine. Il priore si attiene
alle diretti ve ricevute dal Centro attraverso il responsabile diocesano
e regionale e il membro dell' esecutivo a cui è affidata la cura
della regione.
4. La regola
Nella vita del gruppo la regola è in funzione di un incremento
del rapporto tra la persona e Cristo, e quindi, come conseguenza, di
un incremento del movimento nel servizio alla Chiesa.
a) Preghiera
Ciascun gruppo deve darsi una regola di preghiera: può essere
la recita di un'Ave Maria alla sera o la partecipazione alla messa quotidiana.
Non importa se si sceglie l'ipotesi minimale o quella massimale. Ciò
che importa è il gesto di preghiera, la fedeltà a esso.
b) Povertà
Il sostegno mensile al fondo comune di tutta la Fraternità, che
implica sacrificio, è in funzione di un incremento della coscienza
della povertà come virtù evangelica. Come dice san Paolo:
«Non abbiamo niente e possediamo tutto». Il vero modo
per possedere tutto è essere distaccati da tutto. Ci si può
impegnare anche solo per cento lire, ma versarle con fedeltà
ha un valore fondamentale di richiamo, perché è un gesto
concreto e unitario. Chi non si impegnasse con questa direttiva non
potrebbe considerarsi parte della Fraternità.
c) Sviluppo della conoscenza della dottrina della Chiesa
L'approfondimento catechetico del movimento è la Scuola di comunità:
essa illumina la nostra formazione permanente. Deve svolgersi valorizzando
nel suo ambito gli Esercizi e i testi «emergenti» del movimento
che chiariscono il contesto nel quale si colloca il «percorso»
segnato dalla Scuola di comunità.
Nel caso in cui la Scuola di comunità sia fatta altrove (come
esito della presenza missionaria dell'adulto nell'ambiente), il gruppo
di Fraternità mediti gli Esercizi spirituali o i testi indicati
dal movimento, senza mancare, in ogni caso, di riferirsi alla Scuola
di comunità.
5. L'opera
L'opera della Fraternità è l'incremento del movimento
nel servizio alla Chiesa. L'assunzione di impegni specifici è,
quindi, in funzione di questo (vedi lettera ai nuovi iscritti alla Fraternità).