| Anna Caterina Emmerick |
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(1774-1824) Aveva una grande devozione alla Passione di Cristo e per assomigliare
maggiormente a Gesù flagellato "simile a un pannolino intriso
di sangue" prende l'abitudine di indossare una camicia rossa. Flagellazione di Gesù Pilato - giudice vile e indeciso - aveva pronunciato più volte
le insensate parole: "Non trovo colpa in lui: per questo lo faccio
prima flagellare e poi lo farò mettere in libertà".
E gli Ebrei, dal canto loro, continuavano a gridare: "Crocefiggetelo!
crocefiggetelo!".
La Santa Vergine, in estasi continua durante la flagellazione del nostro
divin Redentore, vide e sofferse interiormente, con amore e dolore indicibili,
tutto quanto doveva soffrire il Figlio suo. Spesso gemiti sommessi prorompevano
dalle sue labbra; i suoi occhi erano infiammati per il gran piangere.
Essa giaceva velata tra le braccia della sua maggiore sorella Maria
di Heli, donna in età ormai avanzata e che aveva molta rassomiglianza
con sua madre Anna. Maria Cleofe, figlia di Maria Heli era presente
anch'essa, e stava per lo più appoggiata al braccio di sua madre.
Le sante amiche di Maria e di Gesù erano tutte avvolte e velate,
tremanti di dolore e d'angoscia, strette intorno alla Vergine ed esalanti
deboli gemiti come se stessero aspettando la loro propria condanna di
morte. Coronazione di spine Quando la Suora ricominciò ad avere le sue visioni sulla Passione fu presa da febbre fortissima e da sete sì ardente che la sua lingua era come contratta e interamente inaridita. Il lunedì dopo la Domenica Laetare, era tanto spossata e tanto sofferente che non cominciò quanto segue se non con fatica e senza ordine alcuno, perché, disse, le era impossibile, in quello stato, narrare tutti i maltrattamenti subiti da Gesù nell'incoronazione senza vedersi passare nuovamente davanti agli occhi le scene dolorosissime e soffrirne ancora in modo straziante. * * * Durante la flagellazione di Gesù, Pilato parlò di nuovo
più volte al popolo, che rispose ancora una volta col grido:
"A morte! Dovessimo noi tutti esser travolti insieme" e quando
Gesù venne condotto all'incoronazione, i suoi nemici gridarono
ancora: "A morte! Uccidetelo!". Perché gli emissari
dei Principi dei Sacerdoti continuavano a giungere per mantenere l'eccitazione
nel popolo. Ecce Homo Gesù poi, coperto del rosso mantello, con la corona di spine
in capo e lo scettro di canna tra le mani legate, venne ricondotto nel
Palazzo di Pilato. Egli era irriconoscibile dal sangue che gli riempiva
gli occhi e che gli era scorso giù fino in bocca e nella barba. Anna Caterina Emmerich – Dülmen, Germania Anna Caterina Emmerich
Di lei si dice che distinguesse gli oggetti sacri da quelli profani, che potesse leggere nel pensiero delle persone e che avesse visioni di fatti che avvenivano nel mondo: vide per esempio nei dettagli tutta la rivoluzione francese. Le sue esperienze mistiche erano spesso accompagnate da fenomeni di levitazione e bilocazione. Caterina inoltre aveva il dono di conoscere le malattie delle persone, essa prescriveva loro dei rimedi che si dimostrarono sempre efficaci. Nel 1789 le apparve Gesù che le offrì la corona di spine, lei accettò ed ebbe così sulla fronte le prime stigmate. In seguito le si aprirono le ferite anche alle mani, ai piedi e al costato. Nel 1802 entrò nel convento delle agostiniane ad Agnetenberg (Dülmen). Qui la sua salute declinò progressivamente, finché fu costretta a letto. Le sue ferite, che si aprivano e sanguinavano periodicamente, furono studiate da religiosi e scienziati. Il Vicario Generale, dopo una rigorosa indagine condotta da una commissione medica, si convinse della santità della suora e dell’autenticità delle sue stigmate. Nel 1818, quando Anna Caterina aveva 45 anni, attirato dalla sua fama, venne a visitarla il famoso scrittore e poeta Clemens Maria Brentano, uno dei più importanti rappresentanti del romanticismo tedesco. Appena le si presentò la veggente lo riconobbe, perché lo aveva già visto nelle sue visioni. Sapeva che era l'uomo scelto da Dio per raccogliere e mettere per iscritto ciò che lei vedeva. Sapeva anche che, se era vissuta fino a quel giorno, era per aspettare lui. Brentano, che era venuto per trattenersi pochi giorni, non se ne andò più: rimase a Dülmen sei anni, per collaborare alla missione di Anna Caterina. Giorno dopo giorno, annotò ciò che lei gli narrava: dodicimila pagine che descrivono nei dettagli la vita di Gesù e di Maria Vergine. Le visioni della Emmerich erano del tutto particolari: lei si separava dal corpo dopo essere stata "chiamata" dal suo angelo custode e il suo spirito si recava in Terra Santa dove assisteva agli episodi evangelici come se stessero avvenendo in quel momento; il giorno dopo li descriveva a Brentano. Né la monaca né il poeta erano mai stati in Terra Santa, eppure Anna Caterina ha descritto con sorprendente precisione i luoghi della vita di Gesù e della Madonna, gli abiti, le suppellettili, i paesaggi. Sulla base delle descrizioni della Emmerich è stata ritrovata a Efeso la casa dove la Vergine visse dopo la morte di Gesù. Era una casa rettangolare di pietra, a un piano solo, col tetto piatto e il focolare al centro, tra boschi al margine della città perché la Vergine desiderava vivere appartata. Il ricercatore francese Julien Dubiet, dando credito a queste visioni, andò in Asia Minore alla ricerca della casa descritta da Caterina. Dubiet effettivamente trovò i resti dell’edificio, nonostante le trasformazioni subite nel tempo, a nove chilometri a sud di Efeso, su un fianco dell'antico monte Solmisso di fronte al mare, esattamente come aveva indicato la Emmerich. La casa di Maria a Efeso (Meryem Ana)
Anna Caterina Emmerich morì a Dülmen il 9 febbraio 1824. Durante cinquant’anni di vita le sue visioni quotidiane avevano coperto tutto il ciclo della vita di Gesù, di Maria e in gran parte anche degli apostoli. Sei settimane dopo la sua morte la tomba di Caterina venne riaperta. Il suo corpo venne trovato incorrotto senza alcuna traccia di decomposizione. Nel 1892 il Vescovo di Münster diede inizio al processo di beatificazione. Brentano visse fino al 1842, dopo aver dedicato tutti gli anni che gli restavano alla stesura del suo libro "Vita di Gesù Cristo secondo le visioni della monaca Anna Caterina Emmerich". La suora aveva predetto che anche lui sarebbe morto quando il suo compito fosse terminato. Dagli scritti di Brentano riguardanti le visioni di Caterina Emmerich vennero pubblicati, oltre al libro suddetto, anche: "La dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo secondo le meditazioni di Anna Caterina Emmerich" (1833), "La vita della Beata Vergine Maria" (1852), "La vita di Nostro Signore" (1858-80 e 1981). EMMERICK ANNA CATERINA. I. Vita e opere. Anna Caterina nasce l'8 settembre 1774 a Flamske, nella diocesi di Münster in Westfalia. I genitori sono contadini poveri, ma molto pii. Fin da piccola, gode di frequenti visioni di Nostro Signore, della Vergine e dei santi e parla con loro con grande familiarità. In seguito, manifesta una particolare devozione per la passione di Cristo. Vede tutto attraverso il sangue di Gesù e per assomigliare maggiormente al Salvatore flagellato, simile a « un pannolino intriso di sangue », prende l'abitudine di indossare una camicia rossa. Nel 1802, E. entra nel convento delle agostiniane di Agnetenberg. I doni singolari di cui è favorita e che sono evidenti, suo malgrado, rendono gelose le consorelle che non mancano di manifestarle la loro antipatia. Talvolta, in cappella, è sollevata fino all'altezza di un cornicione e ne discende illesa. A ventiquattro anni, pregando in una chiesa di Coesfeld, chiede la grazia di partecipare alle sofferenze della coronazione di spine ed è immediatamente esaudita. Una caduta la rende invalida per tutta la vita. Ciò diventa per lei fonte di sofferenze molto amate, ottenendone persino l'aggravio, per sollevare o liberare altri malati. Nel 1811 il suo convento è soppresso dal governo francese ed ella viene trasferita presso una vedova devota di Dülmen. Nel 1812, E. riceve le stimmate che vengono verificate da delegati del vescovo, semplici curiosi, medici credenti e increduli. Oltre all'agonia delle stimmate e alle sofferenze morali causatele dalla visione della passione di Gesù, soffre di vedersi accusata d'impostura. La sua debolezza fisica è tale che per molto tempo non può ritenere altro cibo che la sacra ostia e l'acqua pura. Nel 1818 riceve la visita di Clemente Brentano che rimane così impressionato dal suo stato da decidere di diventare suo «segretario». E lui a registrare le sue visioni. Brentano, però, è per la E. occasione di grandi sofferenze, poiché, nonostante l'esaurimento totale nel quale ella si trova così spesso, egli continua a chiederle di raccontargli le sue visioni. E. muore tra atroci dolori, il 9 febbraio 1824. La sua esperienza, descritta nei tre libri che a lei risalgono: L'acerba passione del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo (1833); Vita della Santa Vergine Maria (1852), Vita di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo (3 voll., 1858-60) influenzano la pietà del popolo cristiano, anche fuori della Germania, specialmente per quanto riguarda la devozione alla passione di Gesù. II. Esperienza mistica. Gli studiosi sono scettici sull'autenticità dei fenomeni soprannaturali della E. anche se concordano sulla sincerità esemplare della sua vita spirituale, fondata sulla mortificazione e sulla sofferenza sostenuta con spirito autenticamente cristiano. La sua vita fu sempre segnata da un legame originale e doloroso con la sorte degli uomini del suo tempo. Amava ripetere: « Tutti portiamo anche i dolori degli altri ». Tra i doni mistici di cui fu dotata ricordiamo il discernimento delle reliquie dei santi, il digiuno totale, l'unione con il cuore dei sofferenti. C. non ebbe mai la pretesa di attribuire alle sue visioni un carattere di verità storica, ma esse hanno aiutato molte anime a vivere le scene della passione del Signore con intensità e amore. Bibl. Opere: C. Brentano, Historische Kritische Ausg., voll. 23-26, Stuttgart 1980ss.; Anne Catherine Emmerick racontée par elle-même et par ses contemporains, textes présentés par M.T. Loutrel, Paris 1980; A.C. Emmerick, Visioni sugli Angeli, la Chiesa, le anime del purgatorio e la comunione dei Santi, Siena 1995; Id., Vita della Madonna, Conegliano (TV) 1997; Id., Il fiore azzurro della fede, Udine 1997. Studi: A.K. Emmerich - D. Pilla, Le rivelazioni, Siena 1990; W. Hümpfner, s.v., in DSAM IV1, 622-627; E. Silmann, s.v., in WMy, 136-137; Id., Gnade und Leid, in Geist und Leben, 57 (1984), 322-336; T. Wegener, A.K. Emmerick, Dülmen 1918. V. Noja Beata Caterina Emmerick Inizio documento Vergine del XIX secolo Si narra che un giorno, mentre pregava in chiesa, nel 1798, Caterina Emmerick avesse la visione di Gesù, che le porgeva due corone. Una era di fiori, l'altra di spine, come quella della sua passione. La donna, senza esitare, scelse quella di spine, e in quella scelta è condensato tutto l'insegnamento di vita esemplare di questa Serva di Dio che fin da bambina, alzandosi di notte per pregare, si inginocchiava su uno strato di ortiche. Anna Caterina Emmerick fu una di quelle donne che, nel chiuso delle loro stanze o della loro cella, modellarono la loro esistenza all'imitazione più difficile di Cristo, quella cioè dei suoi dolori sulla croce. Come Santa Caterina, come Santa Rita e, in tempi più prossimi a noi, Santa Gemma Galgani e Teresa Neumann, ebbe impressi visibilmente sul suo corpo i segni della Passione, fu cioè una delle cosiddette « stigmatizzate ». Era nata nel 1774, a Flamske, presso Münster, in Germania. Figlia di una umile famiglia, la sua vita non ebbe nulla di clamoroso, fino a quando il mondo non conobbe la sua clamorosa fedeltà alla croce. Entrò nel monastero agostiniano di Agnetenberg, e pronunziò la professione religiosa sui trent'anni, nel 1803. Nove anni dopo dovette abbandonare il chiostro, quando Gerolamo Bonaparte, creato sovrano dal cugino Napoleone, decretò la secolarizzazione degli ordini religiosi. Da allora la Emmerick visse ritirata nella casa di una povera vedova, a Dülmen, seguitando a condurre la sua vita di sempre: una continua meditazione sulla Passione del Signore, centro costante di tutti i suoi pensieri e di tutti i suoi desideri. Riposava su due tavole stese a terra, a forma di croce. Pregava il suo mistico sposo per un segno tangibile del suo affetto, tramite il qua- le Caterina Emmerick si sarebbe sentita ancor più legata all'amore infinito del Salvatore per gli uomini, perché tutte le più spossanti sofferenze sarebbero state un'inutile ginnastica ascetica, se non fossero state ispirate alla carità per il prossimo, quella carità che nella Croce aveva la sua più alta bandiera. Erano anni di tempesta politica e di drammi morali e materiali. Alle ambizioni e agli odii, alle guerre e alle desolazioni, ai fanatismi e alle persecuzioni, Caterina Emmerick rispondeva con l'esempio della sofferenza non soltanto accettata, ma invocata e cercata, quale strumento di salvezza per i sofferenti e gli innocenti, gli oppressori e i peccatori. Era inferma, ma sempre presa nel suo costante pensiero, quando vide una grande luce avvolgerla, e sentì il dolore di cinque ferite, alle mani, ai piedi e al costato. Portò quelle piaghe per dodici anni, e nonostante il riserbo di cui tentò di circondarsi, la fama della stigmatizzata di Dülmen si sparse nel mondo, suscitò stupore e commozione, accese devozione e controversie. Caterina Emmerick mori nel 1824. Per quanto la Chiesa non si sia ancora pronunziata ufficialmente sulle sue virtù eroiche, il ricordo della Serva di Dio è ancora vivo, e il suo nome giustamente onorato. (Piero Bargellini, Mille Santi del giorno, Vallecchi editore, 1977) Le profezie della Ven. Anna Caterina Emmerich "Vidi anche il rapporto tra i due papi... Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità... Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo". (13 maggio 1820) "Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi un Papa che era mite e al tempo stesso molto fermo... Vidi un grande rinnovamento e la Chiesa che si librava in alto nel cielo". "Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola... Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto... C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo...". (12 settembre 1820) "Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. Ma là [nella strana chiesa] tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la ragione umana... Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni. C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro. Ma sullo sfondo, in lontananza, vidi la sede di un popolo crudele armato di lance, e vidi una figura che rideva, che disse: "Costruitela pure quanto più solida potete; tanto noi la butteremo a terra"". (12 settembre 1820) "Ebbi una visione del santo Imperatore Enrico. Lo vidi di notte, da solo, in ginocchio ai piedi dell’altare principale in una grande e bellissima chiesa... e vidi la Beata Vergine venire giù da sola. Ella stese sull’altare un panno rosso coperto con lino bianco, vi pose un libro intarsiato con pietre preziose e accese le candele e la lampada perpetua... Allora venne il Salvatore in persona vestito con l’abito sacerdotale... La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine [1]. Quando la Messa fu terminata, Maria si diresse verso Enrico e stese la sua mano destra verso di lui dicendo che questo era in riconoscimento della sua purezza. Allora lo esortò a non avere esitazioni. Dopo di ciò vidi un angelo, esso toccò il tendine della sua anca, come Giacobbe. Enrico provava grande dolore, e dal quel giorno camminò zoppicando... [2]". (12 luglio 1820) "Vedo altri martiri, non ora ma in futuro... Vidi le sette segrete minare spietatamente la grande Chiesa. Vicino ad esse vidi una bestia orribile che saliva dal mare... In tutto il mondo le persone buone e devote, e specialmente il clero, erano vessate, oppresse e messe in prigione. Ebbi la sensazione che sarebbero diventate martiri un giorno. Quando la Chiesa per la maggior parte era stata distrutta e quando solo i santuari e gli altari erano ancora in piedi, vidi entrare nella Chiesa i devastatori con la Bestia. Là essi incontrarono una donna di nobile contegno che sembrava portare nel suo grembo un bambino, perché camminava lentamente. A questa vista i nemici erano terrorizzati e la Bestia non riusciva a fare neanche un altro passo in avanti. Essa proiettò il suo collo verso la Donna come per divorarla, ma la Donna si voltò e si prostrò [in segno di sottomissione a Dio; N.d.R.], con la testa che toccava il suolo. Allora vidi la Bestia che fuggiva di nuovo verso il mare, e i nemici stavano scappando nella più grande confusione... Poi vidi, in grande lontananza, grandiose legioni che si avvicinavano. Davanti a tutti vidi un uomo su un cavallo bianco. I prigionieri venivano liberati e si univano a loro. Tutti i nemici venivano inseguiti. Allora, vidi che la Chiesa veniva prontamente ricostruita, ed era magnifica più di prima". (Agosto-ottobre 1820) "Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente. Il Santo Padre e la Chiesa sono veramente in una così grande afflizione che bisognerebbe implorare Dio giorno e notte". (10 agosto 1820) "La scorsa notte sono stata condotta a Roma dove il Santo Padre, immerso nel suo dolore, è ancora nascosto per evitare le incombenze pericolose. Egli è molto debole ed esausto per i dolori, le preoccupazioni e le preghiere. Ora può fidarsi solo di poche persone; è principalmente per questa ragione che deve nascondersi. Ma ha ancora con sé un anziano sacerdote di grande semplicità e devozione. Egli è suo amico, e per la sua semplicità non pensavano valesse la pena toglierlo di mezzo. Ma quest’uomo riceve molte grazie da Dio. Vede e si rende conto di molte cose che riferisce fedelmente al Santo Padre. Mi veniva chiesto di informarlo, mentre stava pregando, sui traditori e gli operatori di iniquità che facevano parte delle alte gerarchie dei servi che vivevano accanto a lui, così che egli potesse avvedersene". "Non so in che modo la scorsa notte sono stata portata a Roma, ma mi sono trovata vicino alla chiesa di Santa Maria Maggiore, e ho visto tanta povera gente che era molto afflitta e preoccupata perché il Papa non si vedeva da nessuna parte, e anche per via dell’inquietudine e delle voci allarmanti in città. La gente sembrava non aspettarsi che le porte della chiesa si aprissero; essi volevano solo pregare fuori. Una spinta interiore li aveva condotti là. Ma io mi trovavo nella chiesa e aprii le porte. Essi entrarono, sorpresi e spaventati perché le porte si erano aperte. Mi sembrò che fossi dietro la porta e che loro non potessero vedermi. Non c’era alcun ufficio aperto nella chiesa, ma le lampade del Santuario erano accese. La gente pregava tranquillamente. Poi vidi un'apparizione della Madre di Dio, che disse che la tribolazione sarebbe stata molto grande. Aggiunse che queste persone devono pregare ferventemente... Devono pregare soprattutto perché la chiesa delle tenebre abbandoni Roma". (25 agosto 1820) "Vidi la Chiesa di San Pietro: era stata distrutta ad eccezione del Santuario e dell’Altare principale [3]. San Michele venne giù nella chiesa, vestito della sua armatura, e fece una pausa, minacciando con la spada un certo numero di indegni pastori che volevano entrare. Quella parte della Chiesa che era stata distrutta venne prontamente recintata… così che l’ufficio divino potesse essere celebrato come si deve. Allora, da ogni parte del mondo vennero sacerdoti e laici che ricostruirono i muri di pietra, poiché i distruttori non erano stati capaci di spostare le pesanti pietre di fondazione". (10 settembre 1820) "Vidi cose deplorevoli: stavano giocando d’azzardo, bevendo e parlando in chiesa; stavano anche corteggiando le donne. Ogni sorta di abomini venivano perpetrati là. I sacerdoti permettevano tutto e dicevano la Messa con molta irriverenza. Vidi che pochi di loro erano ancora pii, e solo pochi avevano una sana visione delle cose. Vidi anche degli ebrei che si trovavano sotto il portico della chiesa. Tutte queste cose mi diedero tanta tristezza". (27 settembre 1820) "La Chiesa si trova in grande pericolo. Dobbiamo pregare affinché il Papa non lasci Roma; ne risulterebbero innumerevoli mali se lo facesse. Ora stanno pretendendo qualcosa da lui. La dottrina protestante e quella dei greci scismatici devono diffondersi dappertutto. Ora vedo che in questo luogo la Chiesa viene minata in maniera così astuta che rimangono a mala pena un centinaio di sacerdoti che non siano stati ingannati. Tutti loro lavorano alla distruzione, persino il clero. Si avvicina una grande devastazione". (1 ottobre 1820) "Quando vidi la Chiesa di San Pietro in rovina, e il modo in cui tanti membri del clero erano essi stessi impegnati in quest’opera di distruzione - nessuno di loro desiderava farlo apertamente davanti agli altri -, ero talmente dispiaciuta che chiamai Gesù con tutta la mia forza, implorando la Sua misericordia. Allora vidi davanti a me lo Sposo Celeste ed Egli mi parlò per lungo tempo... Egli disse, fra le altre cose, che questo trasferimento della Chiesa da un luogo ad un altro significava che essa sarebbe sembrata in completo declino. Ma sarebbe risorta. Anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo perché non si fonda sui consigli e sull’intelligenza umani. Mi fece anche vedere che non era rimasto quasi nessun cristiano, nell’antico significato della parola". (4 ottobre 1820) "Mentre attraversavo Roma con San Francesco e altri santi, vedemmo un grande palazzo avvolto dalle fiamme, da cima a fondo. Avevo tanta paura che gli occupanti potessero morire bruciati perché nessuno si faceva avanti per spegnere il fuoco. Tuttavia, mentre ci avvicinavamo il fuoco diminuì e noi vedemmo un edificio annerito. Attraversammo un gran numero di magnifiche stanze, e finalmente raggiungemmo il Papa. Era seduto al buio e addormentato su una grande poltrona. Era molto ammalato e debole; non riusciva più a camminare. Gli ecclesiastici nella cerchia interna sembravano insinceri e privi di zelo; non mi piacevano. Parlai al Papa dei vescovi che presto dovevano essere nominati. Gli dissi anche che non doveva lasciare Roma. Se l’avesse fatto sarebbe stato il caos. Egli pensava che il male fosse inevitabile e che doveva partire per salvare molte cose... Era molto propenso a lasciare Roma, e veniva esortato insistentemente a farlo... La Chiesa è completamente isolata ed è come se fosse completamente deserta. Sembra che tutti stiano scappando. Dappertutto vedo grande miseria, odio, tradimento, rancore, confusione e una totale cecità. O città! O città! Cosa ti minaccia? La tempesta sta arrivando; sii vigile!". (7 ottobre 1820) "Ho anche visto le varie regioni della terra. La mia Guida [Gesù] nominò l’Europa e, indicando una regione piccola e sabbiosa, espresse queste sorprendenti parole: "Ecco la Prussia, il nemico". Poi mi mostrò un altro luogo, a nord, e disse: "questa è Moskva, la terra di Mosca, che porta molti mali". (1820-1821) "Fra le cose più strane che vidi, vi erano delle lunghe processioni di vescovi. Mi vennero fatti conoscere i loro pensieri e le loro parole attraverso immagini che uscivano dalle loro bocche. Le loro colpe verso la religione venivano mostrate attraverso delle deformità esterne. Alcuni avevano solo un corpo, con una nube scura al posto della testa. Altri avevano solo una testa, i loro corpi e i cuori erano come densi vapori. Alcuni erano zoppi; altri erano paralitici; altri ancora dormivano oppure barcollavano". (1 giugno 1820) "Quelli che vidi credo che fossero quasi tutti i vescovi del mondo, ma solo un piccolo numero era perfettamente retto. Vidi anche il Santo Padre - assorto nella preghiera e timoroso di Dio. Non c’era niente che lasciasse a desiderare nella sua apparenza, ma era indebolito dall’età avanzata e da molte sofferenze. La testa pendeva da una parte all’altra, e cadeva sul petto come se si stesse addormentando. Egli aveva spesso svenimenti e sembrava che stesse morendo. Ma quando pregava era spesso confortato da apparizioni dal Cielo. In quel momento la sua testa era dritta, ma non appena la faceva cadere sul petto vedevo un certo numero di persone che guardavano rapidamente a destra e a sinistra, cioè in direzione del mondo. Poi vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione. In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre". (1820) "Vedo molti ecclesiastici che sono stati scomunicati e che non sembrano curarsene, e tantomeno sembrano averne coscienza. Eppure, essi vengono scomunicati quando cooperano (sic) con imprese, entrano in associazioni e abbracciano opinioni su cui è stato lanciato un anatema. Si può vedere come Dio ratifichi i decreti, gli ordini e le interdizioni emanate dal Capo della Chiesa e li mantenga in vigore anche se gli uomini non mostrano interesse per essi, li rifiutano o se ne burlano". (1820-1821) "Vidi molto chiaramente gli errori, le aberrazioni e gli innumerevoli peccati degli uomini. Vidi la follia e la malvagità delle loro azioni, contro ogni verità e ogni ragione. Fra questi c’erano dei sacerdoti e io con piacere sopportavo le mie sofferenze affinché essi potessero ritornare ad un animo migliore". (22 marzo 1820) "Ho avuto un’altra visione della grande tribolazione. Mi sembrava che si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere accordata. Vidi molti sacerdoti anziani, specialmente uno, che piangevano amaramente. Anche alcuni più giovani stavano piangendo. Ma altri, e i tiepidi erano fra questi, facevano senza alcuna obiezione ciò che gli veniva chiesto. Era come se la gente si stesse dividendo in due fazioni". (12 aprile 1820) "Vidi un nuovo Papa che sarà molto rigoroso. Egli si alienerà i vescovi freddi e tiepidi. Non è un romano, ma è italiano. Proviene da un luogo che non è lontano da Roma, e credo che venga da una famiglia devota e di sangue reale. Ma per qualche tempo dovranno esserci ancora molte lotte e agitazioni". (27 gennaio 1822) "Verranno tempi molto cattivi, nei quali i non cattolici svieranno molte persone. Ne risulterà una grande confusione. Vidi anche la battaglia. I nemici erano molto più numerosi, ma il piccolo esercito di fedeli ne abbatté file intere [di soldati nemici]. Durante la battaglia, la Madonna si trovava in piedi su una collina, e indossava un’armatura. Era una guerra terribile. Alla fine, solo pochi combattenti per la giusta causa erano sopravvissuti, ma la vittoria era la loro". (22 ottobre 1822) "Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa... Ma Dio aveva altri progetti". (22 aprile 1823) "Vorrei che fosse qui il tempo in cui regnerà il Papa vestito di rosso. Vedo gli apostoli, non quelli del passato ma gli apostoli degli ultimi tempi e mi sembra che il Papa sia fra loro." "Nel centro dell’inferno ho visto un abisso buio e dall’aspetto orribile e dentro di esso era stato gettato Lucifero, dopo essere stato assicurato saldamente a delle catene…Dio stesso aveva decretato questo; e mi è stato anche detto, se ricordo bene, che egli verrà liberato per un certo periodo cinquanta o sessanta anni prima dell’anno di Cristo 2000. Mi vennero indicate le date di molti altri eventi che non riesco a ricordare; ma un certo numero di demoni dovranno essere liberati molto prima di Lucifero, in modo che tentino gli uomini e servano come strumenti della vendetta divina." "Un uomo dal viso pallido fluttuava lentamente al di sopra della terra e, sciogliendo i drappi che avvolgevano la sua spada, li gettò sulle città addormentate, che vennero legate da questi. Questa figura gettò la pestilenza sulla Russia, l’Italia e la Spagna. Attorno a Berlino vi era un fiocco rosso e da lì venne in Westfalia. Ora la spada dell’uomo era sguainata, strisce rosse come il sangue pendevano dall’impugnatura e il sangue che grondava da questa cadeva sulla Westfalia [4]". "Gli ebrei ritorneranno in Palestina e diverranno cristiani verso la fine del mondo." Note: 1) Per secoli, prima della riforma liturgica del 1967, la Santa Messa
si concludeva abitualmente (salvo rare eccezioni) con la lettura del
Vangelo di Giovanni. Fonti: "Catholic Prophecy" di Yves Dupont, Tan Books;
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