| Gli altri sistemi solari e la ricerca della vita |
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| Sistema Solare | |
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C'E' VITA OLTRE LA TERRA? La ricerca di vita nel nostro Sistema Solare ha dato risultati deludenti. Venere si e' rivelato un ambiente torrido e corrosivo, Marte e' piu' freddo e inospitale di quanto si pensasse e i giganti gassosi e i loro satelliti ghiacciati offrono condizioni proibitive per lo sviluppo della vita come noi la conosciamo. Tuttavia, il ritrovamento nel Sistema Solare di organismi viventi, anche solo di tipo batterico o di loro tracce fossili, come recentemente ipotizzato da studiosi della NASA, rappresenterebbe un evento di straordinaria importanza non solo scientifica ma psicologica e filosofica. Il nostro interesse pero' e' volto anche alla ricerca di altre civilta'
evolute, nella convinzione (o nella speranza) di non essere soli nell'Universo.
Poiche' l'esistenza di forme di vita intelligente sugli altri pianeti
del nostro Sistema Solare puo' essere esclusa, le prospettive piu' interessanti,
per la ricerca di vita intelligente nell'Universo, sono connesse con lo
studio di sistemi planetari orbitanti attorno a stelle della nostra Galassia. I pianeti sono oggetti di debolissima luminosita' in confronto alla loro stella, e per ora nessun pianeta extrasolare e' stato osservato direttamente. Tuttavia la loro presenza puo' essere messa in evidenza dagli effetti provocati sul moto della stella centrale dal loro campo gravitazionale. Con questa tecnica sono stati scoperti nell'ultimo anno 3 pianeti extrasolari orbitanti attorno a stelle normali (di cui 2 simili al Sole). Il pianeta di 51 Pegasi. 51 Pegasi B e' un pianeta orbitante attorno alla stella centrale ad una giorni. La sua massa e' circa 180 volte quella della Terra. Il pianeta non appare adatto ad ospitare vita; la temperatura alla sua superficie e' infatti di circa 1000 gradi. Il pianeta di 47 Ursa Majoris. 47 UMa B e' il nome del pianeta orbitante attorno ad una stella dell'Orsa Maggiore. Ha una massa di almeno 900 volte quella della Terra, un periodo di rivoluzione di circa 3 anni e dista circa 300 milioni di km dalla stella centrale. Si pensa che la temperatura alla sua superficie sia simile a quella di Marte, quindi non troppo diversa da quelle terrestre. 47 Ursa Majoris e' una stella simile al Sole. Il pianeta di 70 Virginis. Il pianeta orbitante attorno alla stella 70 Virginis ha una massa di circa 2000 volte quella della Terra. E' distante dall'astro centrale 75 milioni di km e impiega circa 4 mesi per descrivere una rivoluzione completa attorno ad esso. La temperatura alla sua superficie dovrebbe essere di circa 80 gradi centigradi, non incompatibile con l'esistenza di acqua allo stato liquido. 70 Virginis e' una stella simile al Sole. IL PROGETTO SETI Come cercare altri esseri intelligenti? Il modo piu' diretto e' quello
di porsi alla ricerca dei segnali che una civilta' tecnologica emette
verso lo spazio esterno: le onde radio. Ecco dunque nascere il progetto
SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence) volto sia ad "ascoltare"
l'universo con i grandi radiotelescopi, nella speranza di captare segnali
di provenienza artificiale, sia ad "inviare" da parte nostra
messaggi che, si spera, dimostrino la nostra intelligenza a chi li intercetta. L'antenna radio di Goldstone (California),
usata per trasmissione e ascolto di segnali `intelligenti'.(JPEG, 381
K)
Un altro sistema planetario? Questa stella, occultata da una maschera per poter
osservare il materiale cirsostante di minore luminosita', mostra un disco che
si estende per 60 miliardi di km probabilmente composto di ghiacci, silicati
e sostanze organiche carbonacee, gli stessi materiali da cui si e' formato il
nostro sistema solare. E' la stella Beta Pictoris, a 50 anni luce da noi, fotografata
in falsi colori per meglio evidenziare le aree di diverse luminosita'. La densita'
del materiale che forma l'anello, che e' visto quasi di taglio, indica che si
possono essere formati dei pianeti nel suo interno. (JPEG, 597 K) Particolare delle "dita" che si formano nella nebulosa dell'Aquila
a 7000 anni luce da noi. La intensa radiazione ultravioletta delle stelle
circostanti disperde i gas piu' tenui scoprendo dei nuclei di gas e polveri
piu' densi che rappresentano embrioni di stelle. Il bozzolo che le avvolge
e' materiale che potra' dare origine a corpi planetari. Da quei globuli
dunque nasceranno nuovi sistemi stellari. (JPEG, 82 K)
La nebulosa
di Orione, un enorme ammasso di gas e polveri a 1500 anni luce di distanza,
e la piu' nota "culla" di stelle della Via Lattea. Le nuove stelle
che si formano nel suo interno emettono grandi quantita' di radiazioni che energizzano
i gas circostanti facendoli brillare con questi spettacolari colori. Molto recentemente
si e' visto che piu' di un centinaio di stelle sono circondate da nubi di gas
e polveri di dimensioni paragonabili al nostro Sistema Solare. Alcuni di questi
globuli sono a forma di disco appiattito in orbita intorno alla stella. Da tempo
gli astronomi pensano che il nostro sistema planetario abbia avuto origine da
materiale simile in orbita attorno al Sole. La presenza di pianeti attorno alle
stelle potrebbe quindi essere un fenomeno comune nella nostra e nelle altre
galassie. (JPEG, 345 K) TRACCE DI VITA SU MARTE Frammenti del pianeta Marte, staccatisi per impatti violenti sulla sua superficie, sono arrivati fino a noi sotto forma di meteoriti. Ne abbiamo riconosciute sicuramente 12 dall'analisi dei gas intrappolati nel loro interno, che corrispondono a quelli rilevati dalle sonde Viking nell'atmosfera marziana. Quasi tutte queste rocce provengono da terreni marziani di eta' variabile tra 180 milioni e 1,3 miliardi di anni. Un solo campione e' molto antico, ALH84001, e ci da' informazioni prezione sugli inizi della storia di Marte, essendosi cristallizzato dal magma poco dopo la formazione del pianeta 4,5 miliardi di anni fa. Molte delle meteoriti marziane indicano la presenza, in passato, di acqua allo stato liquido, poiche' fra i loro componenti ci sono sali e argille. Anche l'atmosfera, ora in gran parte sfuggita nello spazio, doveva essere piu' consistente, come testimoniano i ritrovamenti nelle meteoriti di tracce di isotopi pesanti di molecole gassose atmosferiche.
Le future missioni su Marte avranno tra l'altro il compito di cercare
campioni di terreno di tipo sedimentario, rocce formatesi da depositi
stratificati, che sono quelle che ci hanno permesso di ricostruire la
storia evolutiva degli esseri viventi sul nostro pianeta. La meteorite ALH84001 e' precipitata in Antartide circa 13.000 anni fa ed e'
stata scoperta nel 1984 in una zona chiamata Allan Hills. Solo recentemente
analisi dettagliate hanno rivelato: ALH84001. Nelle fratture della meteorite si sono depositati globuli di minerali
carbonatici forse risalenti a 3,6 miliardi di anni fa. Le forme a moneta
e i contorni stratificati ricordano fossili primitivi terrestri. (JPEG,
363 K) ALH84001. Le immagini piu' suggestive, quelle che piu' di tutte suggeriscono
una traccia di vita fossile, sono queste rivelate da un microscopio elettronico
ad alta risoluzione: forme ovoidali ed allungate che sembrano nanobatteri di
dimensioni ridottissime. (JPEG, 390 K)
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