
Immagine di Giove in colori veri, presa dal Telescopio Spaziale
Hubble. Vi si riconoscono le strutture delle nubi, contenenti cristalli di ammoniaca
ghiacciata e composti del carbonio, dello zolfo e del fosforo, che danno loro
i caratteristici colori. (HST)
Giove e' il quinto pianeta del Sistema Solare e il maggiore per massa e dimensioni.
Per questo motivo e' intitolato al re degli dei dell'Olimpo. E' uno dei pianeti
giganti gassosi.
Anche Giove e' conosciuto fin dall'antichita', essendo, dopo il Sole, la Luna
e Venere, il quarto oggetto piu' luminoso del cielo.
Il diametro di Giove e' pari a 142.800 Km, e il suo volume e' tale che esso potrebbe
contenere piu' di 1.000 pianeti come la Terra. La massa e' pari ad un milione
e novecentomila miliardi di miliardi di tonnellate (1,9 10
30 g), ben
318 volte quella terrestre e superiore alla somma delle masse di tutti gli altri
pianeti.
L'attrazione gravitazionale di Giove, dovuta alla sua massa, ha un notevole effetto
sugli altri componenti del Sistema Solare, compresi asteroidi e comete.
La densita' del pianeta e' pari a 1,33, piuttosto bassa come quella di tutti i
pianeti giganti.

Una delle migliori immagini di Giove ottenibili da terra,
presa al Nord Optical Telescope delle Canarie. (NOTSA)
Immagine del satellite Io con Giove sullo sfondo, ripresa dalla navicella Galileo.
(NASA/JPL)
Giove e' stato visitato per la prima volta nel 1973 dalla sonda Voyager 1,
in seguito dalla Voyager 2, dalle Pioneer 10 e 11 e da Ulysses. Attualmente
, attorno al pianeta orbita la navicella Galileo. La sonda atmosferica che e'
stata inviata verso l'interno del pianeta e' programmata per scendere circa
150 Km al di sotto dello strato esterno di nubi e trasmettere dati sull'atmosfera
gioviana.
La distanza media del pianeta dal Sole e' di 778.330.000 Km e il periodo orbitale
e' pari a 11.86 anni. La rotazione di Giove e' molto rapida; il giorno su questo
pianeta e' piu' breve che su tutti gli altri: 9h 50' 30". La forza centrifuga
che ne deriva e' cosi' intensa da fargli assumere una forma schiacciata.
L'atmosfera
L'aspetto del pianeta e' caratterizzato da fasce parallele di ampiezza e colori
diversi, che circondano la sua superficie. In realta', come tutti i pianeti
gassosi, Giove non ha una superficie solida, ma semplicemente il materiale gassoso
diventa sempre piu' denso verso l'interno del pianeta. Quella che noi vediamo
non e' quindi la superficie fisica, bensi' la parte superiore della sua atmosfera.
Le bande colorate sono sistemi di nubi spinte da forti venti in direzione parallela
all'equatore del pianeta, a velocita' anche superiori a 600 Km/h. I venti soffiano
in direzioni opposte in due bande adiacenti.

Mosaico di immagini della regione equatoriale di Giove
con il suo sistema di nubi. A sinistra si distingue la Grande Macchia Rossa.
(NASA/Calvin J. Hamilton)
I diversi colori delle bande indicano la presenza di composti chimici
diversi alle varie latitudini dell'atmosfera gioviana e forse di reazioni
chimiche tra essi: i componenti piu' importanti delle nubi sono cristalli
ghiacciati di ammoniaca e di idrosolfuro di ammonio. I colori variano
inoltre dal rossastro al blu con l'altezza delle nubi. L'aspetto delle
bande di nubi cambia con tempi scala di ore o giorni.
I primi dati inviati dalla sonda atmosferica della missione Galileo indicherebbero
un carenza di ossigeno rispetto all'abbondanza prevista.

Immagine della Grande Macchia Rossa e della regione circostante,
presa nel 1979 dal Voyager 1, da una distanza di 9 milioni di Km. Si possono
notare dettagli delle nubi fino ad una dimensione di 160 Km. (NASA/JPL)
Oltre alle fasce sono presenti protuberanze, vortici e macchie irregolari,
la piu' grande delle quali e' la "Grande Macchia Rossa". Essa
e' un enorme vortice atmosferico, di forma ellittica, lunga 25.000 Km
e larga circa 12.000 Km. E' localizzata nell'emisfero sud del pianeta,
ed e' stata scoperta dall'astronomo Cassini nel 1665. Altri vortici simili,
piu' piccoli, si trovano lungo altre bande di nubi.
La struttura
Giove e' composto da un enorme corpo di idrogeno liquido. A grandi profondita'
nel suo interno, infatti, la pressione e' cosi' elevata che gli atomi
di idrogeno si spezzano in elettroni e protoni e il gas assume lo stato
di metallo fluido. Questo e' possibile solo a pressioni superiori a 4
milioni di bars (1,013 bar = 1 atmosfera), come quelle che si trovano
all'interno del pianeta.
Al centro c'e' probabilmente un piccolo nucleo solido di ferro e silicati,
che contiene una massa 10-15 volte quella terrestre.
Il tutto e' circondato da una densa atmosfera di idrogeno, che costituisce
gran parte del pianeta; essa e' composta prevalentemente di idrogeno ed
elio, con tracce di ammoniaca, metano e vapor d'acqua.
La conoscenza dell'interno di Giove, come per tutti gli altri pianeti
gassosi, e' impossibile, e quel poco che sappiamo deriva per lo piu' da
evidenze indirette.
Il pianeta e' composto per il 75 % della sua massa di idrogeno, per il
25 % circa di elio, con piccole tracce di altri elementi. Questa composizione,
come quella di Saturno, e' molto simile alla composizione della nube primordiale
dalla quale si pensa che si sia generato il Sistema Solare.

Immagine di Giove del 1995;
vi si notano la Grande Macchia Rossa
e tre vortici di forma ovale
nelle sue vicinanze. (HST)
Come Saturno, Giove emette una quantita' di energia due volte e mezzo
superiore a quella che riceve dal Sole, quindi deve possedere qualche
sorgente interna di energia, a differenza degli altri pianeti. Questa
energia viene prodotta dalla lenta contrazione gravitazionale del pianeta,
che trasforma energia potenziale gravitazionale in energia radiativa,
producendo una temperatura centrale dell'ordine dei 20.000 gradi.
Questa temperatura e' insufficiente per innescare le reazioni di fusione
termonucleare nel centro di Giove, ma se esso fosse almeno 90 volte piu'
massiccio, la temperatura e la pressione al suo interno sarebbero tali
da innescare la fusione nucleare ed esso diventerebbe una stella.

Emissione aurorale di Giove. Io e Giove sono legati da una corrente
invisibile di particelle cariche, emesse dal satellite. Esse fluiscono
lungo le linee del campo magnetico di Giove e quando penetrano nella sua
atmosfera provocano l'aurora. (HST)
Il campo magnetico di Giove e' molto intenso e ha verso opposto rispetto
a quello terrestre: una bussola sul pianeta indicherebbe il sud anziche'
il nord! Questo campo e' dovuto alla grande massa di idrogeno fluido che
compone il pianeta, e che funziona come un gigantesco corpo conduttore
elettrico.
Nelle regioni polari di Giove sono state osservate delle emissioni aurorali
simili alle aurore polari terrestri; esse sono probabilmente dovute a
particelle cariche provenienti dal satellite Io, che si muovono nel campo
magnetico gioviano emettendo radiazione. Le fasce di radiazione attorno
al pianeta sono molto piu' intense di quelle terrestri e contengono particelle
cariche altamente energetiche.
I satelliti e gli anelli
Giove possiede 16 satelliti:
Adrastea, Amalthea, Ananke, Callisto, Carme, Elara, Europa, Ganimede, Himalia,
Io, Leda, Lysithea, Metis, Pasiphae, Sinope e Thebe.
Quattro di essi (Io, Europa, Ganimede e Callisto) sono stati osservati per
la prima volta da Galileo al cannocchiale nel 1610 e sono noti da allora
come "satelliti galileiani". Galileo dedico' la sua scoperta a
Cosimo II de' Medici, pertanto essi prendono anche il nome di "satelliti
medicei".
A causa delle forze mareali che si esercitano tra il pianeta ed i satelliti,
la rotazione di Giove sta rallentando e i satelliti stanno lentamente modificando
e loro orbite.

Cinque dei satelliti di Giove. Nell'ordine: Amalthea, Io, Europa,
Ganimede e Callisto. (Calvin J. HAmilton)

Giove, Io (a sinistra) ed Europa (a destra) ripresi nel 1979 dalla navicella
Voyager 1, da una distanza di 20 milioni di Km. (NASA/JPL)

Anello di Giove, della larghezza di 6.500 Km e dello spessore di meno
di 10 Km. E' satato ripreso dal Voyager 2 nel 1979. L'immagine e' in falsi
colori. (Calvin J. Hamilton)
Il pianeta possiede anche un sistema di anelli molto tenue, invisibile
da terra perche' poco luminoso (ha infatti un'albedo
di 0,5).
Esso e' stato osservato per la prima volta dal Voyager 1 nel 1979. Si estende
da circa 30.000 Km fino a 130.000 Km di distanza dal pianeta. Esso e' piuttosto
uniforme, composto di particelle di polvere di dimensioni minori di 10 micron,
e si e' probabilmente formato per disgregazione di micrometeoriti provenienti
dai satelliti gioviani.
L'impatto della cometa Shoemaker-Levy su Giove
Immagini dei frammenti della cometa Shoemaker-Levy in rotta di collisione
con Giove, ripresi dal Telescopio Spaziale Hubble nel luglio del 1994. (HST)

Mosaico di immagini che mostra l'evoluzione della regione d'impatto del
frammento G della cometa, dal 18 luglio 1994 (in basso a destra) fino al
23 luglio 1994 (in alto a sinistra). (HST)

Evoluzione delle regioni d'impatto dei frammenti D e G della
cometa. (HST)

Emissione aurorale ad arco dopo l'impatto del frammento K. Essa
e' causata dalle particelle cariche prodotte nell'impatto e rimaste intrappolate
nel campo magnetico di Giove. (HST)