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L'incredibile storia di Longino Stampa
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Ero a Mantova per lavoro e ho fatto una eccezionale scoperta ..
Quante cose ingnoriamo della nostra tradizione cattolica

La Tradizione

Longino - detto l'Isaurico perché originario della provincia di Isauria - fu il soldato che colpì con la lancia il costato di Gesù, ormai morto. Dalla ferita sgorgò subito sangue misto ad acqua.
Qualche goccia di detto sangue finì negli occhi ammalati di Longino, che immediatamente uscì risanato dal male che lo affliggeva da lungo tempo.
Quel miracolo inaspettato portò alla fede il soldato, il quale subito provvide a raccogliere un poco di terra bagnata dal sangue di Gesù, ai piedi della croce. Custodito in una cassetta metallica, Longino portò seco quel prezioso cimelio attraverso lunghe peregrinazioni finendo - col suo prezioso tesoro - in terra mantovana ove sostò.

Custodia nell'ospedale dei pellegrini

Per timore di perdere quella reliquia o per paura che gli fosse sottratta, per misura precauzionale, Longino seppellì la cassettina contenente il sacro sangue in luogo segreto, nel locale Ospedale dei Pellegrini ove aveva trovato asilo, senza comunicare a nessuno tale decisione. Longino rimase nell'ospedale fino alla sua morte, che avvenne il 2 dicembre dell'anno 37, avendo subito il martirio per la professione della sua fede. I1 martire venne poi sepolto nella contrada mantovana chiamata Cappadocia.
La santificazione del vecchio soldato avvenne il giorno 2 dicembre 1340 sotto il papato di Innocenzo VI.

Primo rinvenimento

Dopo l'interramento della reliquia del Preziosissimo Sangue ad opera di Longino, di essa non si parlò più per secoli, fino cioè all'anno 804, quando Sant'Andrea, apparso ad un suo fedele, indicò con precisione nell'orto dell'ospedale di Santa Maddalena, il luogo ove si trovava interrata la cassetta portata da Longino con il prezioso cimelio.
Vicino alla reliquia vennero trovate anche le ossa del Martire ossa conservate tuttora nella Basilica di Sant'Andrea, in un'urna sita nella terza cappella a destra entrando.
A conferma della sacra presenza del Martire, una iscrizione reca in latino Ossa di Longino, colui che colpi il Costato di Gesù.

Interessamento di Carlo Magno

La sensazionale scoperta venne rapidamente conosciuta ovunque, tanto che Carlo Magno, impressionato del fatto, invitò subito Papa Leone III a recarsi a Mantova per raccogliere maggiori notizie sul fatto miracoloso.
I1 pontefice eseguì l'incarico, fece gli opportuni accertamenti in loco e poi rilasciò una dichiarazione attestante l'autenticità della reliquia, ricevendo anche in dono una piccola porzione di essa da consegnare a Carlo Magno.
Grato per tale insperato regalo, l'Imperatore lo fece deporre nella "Cappella Reale" di Parigi.
Di questo ritrovamento é testimonianza anche una lapide, posta all'ingresso della Basilica di Sant'Andrea, dalla parte della Piazza Leon Battista Alberti, che così dichiara

Sacri Cuoris
hic inventione facta
sub Leone PP III
et Carulo Magno

Nell'anno 923 l'invasione degli Ungari, che già aveva recato gravissimi danni dov'erano passati, metteva in pericolo la Reliquia mantovana ed in quella occasione si provvide a metterla nuovamente al sicuro temendo profanazioni.
Ed infatti si provvide a dividere il terriccio misto a sangue, raccolto da Longino in due porzioni: la prima venne nascosta nella chiesa di San Paolo (che era contigua alla cattedrale mantovana) e la seconda, suddivisa a sua volta in due vasi di cristallo, nell'orto dell'oratorio dedicato al Sangue di Cristo.

Secondo rinvenimento

Una seconda volta dal momento che 1'occultamento della reliquia, per evidenti ragioni, era stato segreto, venne dimenticato il luogo ove era stato nascosto il più prezioso ricordo della Passione e Morte di Nostro Signore.

Si dovette attendere l'anno 1048 quando ancora una volta l'Apostolo Andrea, apparendo per tre volte ad un mendicante cieco tedesco, indicò il luogo ove le sacre reliuqlie erano nascoste, permettendo così il secondo ritrovamento.
La data di questa seconda "inventio", nella quale la Chiesa ricorda tale fausto evento, è quella del 12 marzo di ogni anno.
Isabella d'Este decretò la festività di tal giorno, anche agli effetti dell'esenzione dal lavoro.
Per le sacre reliquie ritrovate vennero costruiti una chiesa ed un monastero benedettino.
Da quel momento incominciò l'afflusso in città di molti pellegrini accorsi per venerare la scoperta ed insieme ai pellegrini incominciarono a giungere Pontefici ed Imperatori.
Nel 1053 papa Leone IX, nel 1055 l'imperatore Enrico III, il quale ricevette una minuscola porzione della reliquia, che poi - dopo diversi passaggi - giunse alla cittadina di Weingarten ove oggi è conservata e venerata.

La Reliquia a Weingarten

A Weingarten - la bella cittadina sita nel Wurtemberg (Germania) - la porzione di reliquia regalata da Mantova è attualmente custodita nella basilica benedettina della città. Essa viene portata in una curiosa ed originale processione il primo venerdì dopo la festa dell'Ascensione, alla quale partecipano le autorità religiose e civili di tutte le parrocchie della zona.
Tutti vi partecipano a cavallo, compreso naturalmente il clero nonché le decine e decine di bande musicali con gli antichi costumi della zona.
Una manifestazione che si tramanda da secoli, veramente molto originale. Attualmente i cavalli utilizzati per la manifestazione sono circa tremila ma in passato raggiunsero i settemila.

Papi re ed imperatori

Nei secoli che seguirono l'afflusso di pontefici, imperatori e re nella visita alla preziosa reliquia fu continuo: ogni potentato che aveva occasione di passare per la regione si faceva infatti obbligo di una sosta nella città dei Gonzaga, per venerare la sacra reliquia, una parte della quale venne concessa nel 1402, dal quarto capitano di Mantova Francesco Gonzaga a Giovanni Maria Visconti, mentre mezzo secolo prima e cioè nel 1354 l'imperatore Carlo IV aveva ottenuto dai mantovani un braccio del corpo del martire Longino conservato nella basilica mantovana.
Si può dire che tutti i pontefici del tempo, e gli imperatori, abbiano voluto rendere omaggio al Sangue di Gesù.

Pio II

In particolare il prezioso cimelio della Passione e Morte del Redentore venne adorato da Papa Pio II Piccolomini, che confermò nuovamente l'autenticità della reliquia, disponendo che fosse adorata il giorno dell'Ascensione.
Lo stesso pontefice -ammalato di podagra - rivoltosi per la guarigione al prezioso Sangue, ne venne immediatamente risanato.

Costruzione della basilica di Sant'Andrea

Per dare degna custodia all'insigne reliquia, nel 1472 iniziò la costruzione della basilica albertiana di Sant'Andrea, quale é possibile vedere tuttora a Mantova, magnifica espressione della rinascenza italiana.
Si tenga presente che nel 1479 si ebbe la terza "invenzione", cioè scoperta della reliquia col ritrovamento di quella porzione del Sacro Sangue che come abbiamo detto altrove, al tempo della invasione degli Ungari era stata depositata nella chiesa di San Paolo e della quale si era persa memoria.

Il furto dell' aprile 1848

Il Sacro Sangue di Gesù dal cinquecento venne custodito entro due reliquiari d'oro, disegnati dal Bernini ma realizzati da Nicolò da Milano. Ora tali preziosi vasi nell'anno 1848 furono oggetto di un gravissimo furto sacrilego. Soldati di un reggimento austro-ungarico trafugarono infatti detti reliquari contenenti la reliquia, che non fu più ritrovata.
Per fortuna, come é stato detto, il sacro cimelio fu poi possibile ripristinarlo nella Basilica di Sant'Andrea ricorrendo a quelle porzioni che erano state riposte da altra parte per misura prudenziale.
I nuovi vasi - quelli che attualmente è possibile vedere - furono cesellati da Giovanni Bellezza ed a titolo riparatore, furono a totale carico dell'Imperatore Francesco Giuseppe.
Questi reliquiari ogni venerdì santo vengono attualmente esposti nella Basilica mantovana e quindi portati in processione, per le vie della città, la sera stessa.
Si compie così una cerimonia che - sia pure in forme diverse - i mantovani, nel corso ormai millenario della loro storia, hanno sempre riservato alla reliquia che con estrema cura conservano e venerano.

 
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