| Bruxelles ha votato per la ricerca sulle staminali embrionali |
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| Vita, famiglia, aborto ... | |||
Mussi non è tornato indietro, non ha rimesso la firma per mantenere la minoranza di blocco: nell'ambito del Settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo finanziato della UE potranno essere finanziate ricerche sulle cellule staminali embrionali, ad esclusione della primissima fase in cui si estraggono le cellule staminali dall'embrione.
Si è votato a Bruxelles sulla ricerca sulle staminali embrionali. "La Commissione europea - recita il testo concordato dai ministri - continuerà con la pratica corrente e non sottoporrà al Comitato regolamentare (che si occupa dei progetti da finanziare, n.d.r.) proposte per progetti che includano attività di ricerca che distruggono embrioni umani, anche per la creazione di cellule staminali. L'esclusione del finanziamento di questa fase di ricerca, non impedirà il finanziamento comunitario delle fasi successive che riguardano cellule staminali embrionali". In altre parole: nei laboratori, europei o extraeuropei, dove è permesso dalla legge, si distruggeranno embrioni e noi non guardiamo. Giriamo la testa dall'altra parte, fischiamo, cantiamo, facciamo qualcos'altro, insomma. Poi però, appena estratte le staminali, noi possiamo acquistarle subito subito - magari con i soldi dei finanziamenti europei - e lavorarci su, sempre con i finanziamenti europei. Hanno votato contro Lituania, Malta, Polonia, Austria e Slovacchia. E' stato poi deciso il rinvio del dibattito per stabilire un termine per l'impiantabilità degli embrioni, oltre il quale convenire che gli embrioni crioconservati sono utilizzabili ai fini della ricerca. Ma questa parte non era espressamente contenuta nella mozione approvata dal Senato italiano. Era una proposta personale del ministro, che evidentemente smania per gli embrioni crioconservati. O forse, più precisamente, si era impegnato con i radicali per portare a casa anche quelli, oltre alla libera ricerca sulle staminali embrionali. Ma queste conclusioni sono state precedute da interessanti scambi di opinioni, di cui è il caso informarvi. Domenica è intervenuta Emma Bonino sul suo giornale, con un intervento rivelatore, opportunamente titolato "Embrioni, compromesso gradito", in cui fa capire, ed è la prima volta che si esprime così, che gli embrioni sono "cose", o meglio "beni". In particolare dice: 1. "il divieto di ricerca sugli embrioni, come previsto dalla Legge 40, non significa una preclusione legale alla possibilità di condurre ricerche su linee cellulari embrionali create in altri Paesi. Inoltre la legislazione comunitaria sancisce la libera circolazione delle merci e pertanto rende impossibile il divieto d'importazione delle cellule staminali, non potendo considerarle altro che «beni»." E ci racconta anche che: 2. E difatti, coerentemente con questa impostazione europea, è stato eliminato dalla premessa della mozione approvata dal Senato il riferimento al rispetto della vita umana a partire dal concepimento, che altro non sarebbe stato che il primo passo verso il riconoscimento giuridico del concepito. Questo significa che i cattolici adulti e dialoganti della sinistra, negoziando sulla mozione al Senato, hanno negoziato il non negoziabile, cioè la vita. Il rispetto della vita umana a partire dal concepimento è ribadito persino nella legge 194, che legalizza l'aborto. Ma in questo caso Paola Binetti & C. l'hanno tolta dal testo, negoziando. Interessante, vero? A questo punto, colpo di scena. Le Acli - che un amico perfido e in malafede mi suggerisce siano a sinistra di Rifondazione - che il 20 luglio erano entusiaste della mozione dell'Unione: all'improvviso, oggi pomeriggio, si preoccupano: "'Si ha la spiacevole sensazione che il ministro Mussi sia alla ricerca di una soluzione non per tutelare la vita e la dignità degli embrioni, anche quelli crioconservati ma per far passare "in qualche modo" la ricerca sulle staminali embrionali". Ma va? Tu chiamale, se vuoi, sensazioni. Ma guarda un po' che affinità. Pure noi ce le avevamo, certe sensazioni. Da un po' prima di oggi pomeriggio, per la verità. Insomma, la retromarcia è iniziata. Ed è confermata dalle prime dichiarazioni, a caldo, dei cattolici adulti e dialoganti, che ammettono l'esistenza di "zone d'ombra" nella mozione approvata a Bruxelles. Ombre rosse, suggeriamo noi. Se veramente si volevano tutelare gli embrioni, Mussi doveva rimettere la firma alla dichiarazione etica. E per farglielo fare, i cattoliconi adulti e dialoganti dovevano appoggiare la mozione di Buttiglione. Ma non l'hanno fatto. Probabilmente lo considerano un cattolico embrionale. Forse neanche impiantabile.
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