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Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà.
E’ fondatore e presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, strumento di approfondimento e di sviluppo culturale che svolge attività formative, di ricerca, editoriali e di divulgazione (tra cui www.ilsussidiario.net). Ordinario di Statistica Metodologica presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca, è direttore scientifico del Consorzio Interuniversitario Scuola per l’Alta Formazione Nova Universitas. Dirige Atlantide, quadrimestrale della Fondazione ed è tra i principali ispiratori dei temi trattati al Meeting di Rimini. Ha fondato e presieduto fino al 2003 la Compagnia delle Opere. E’ consigliere generale della Fondazione Giorgio Cini, fa parte del Comitato Scientifico della Fondazione Politecnico e del Comitato Scientifico Milano Expo 2015. E’ autore di numerosi articoli e saggi su temi socio-economici, in particolare per ciò che riguarda sussidiarietà, welfare, impresa sociale, capitale umano. Su tali argomenti ha curato numerose pubblicazioni e collabora con i principali media italiani. Nel 2005 ha ricevuto la Medaglia d’Oro della Commissione Nazionale per la Promozione della Cultura Italiana all'Estero.
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Mentre il dibattito politico si concentra su temi quali la finanziaria e il taglio delle tasse, non è superfluo ricordare che nessun governo ha mai affrontato del tutto il vero problema della spesa pubblica italiana: la spesa per le pensioni. Una riforma, peraltro molto osteggiata, è stata fatta, ma anche molti degli oppositori, nel segreto delle loro coscienze, sanno che occorrerebbe fare molto di più. Ce lo ripetono anche il Fondo monetario internazionale e l’Unione europea. La spesa per le pensioni e, in generale, per l’invecchiamento della popolazione costituisce la voce principale all’interno della spesa per la protezione sociale in Europa. |
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Come riportato nel libro di recente pubblicazione La società attiva di Maurizo Sacconi, Paolo Reboani e Michele Tiraboschi, «esiste un elemento che caratterizza i differenti sistemi di protezione sociale in Europa: la assoluta prevalenza della componente pubblica nella fornitura delle prestazioni sociali, finanziata essenzialmente attraverso imposte (che pesano per 1/3) e contributi obbligatori-sociali (che pesano per 2/3). (...) |
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Il problema di fondo che caratterizza la vita economica, sociale e politica italiana è il venir meno di certezze che contraddistinguono la convivenza sociale. Sembra che non ci siano più valori condivisi. Quando si parla di terrorismo si pensa sempre ad una violenza precedente che giustifica in qualche modo gli atti violenti. |
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In Parlamento si sta discutendo di sussidiarietà fiscale ed emerge nella discussione il ruolo dell’impresa sociale quale soggetto eventualmente destinatario degli aiuti liberamente dati dai cittadini. Si discute poco però delle condizioni alle quali un’impresa sociale può efficacemente svolgere il suo compito. |
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La recente protesta dei Cobas dell’Alfa Romeo, indirizzata al sindaco di Milano Albertini e al presidente della Regione Lombardia Formigoni, avrebbe dovuto essere rivolta all’ex presidente dell’Iri Prodi, colpevole della scellerata scelta, deprecata anche dal presidente della Fiat Montezemolo, di regalare l’Alfa Romeo alla Fiat. |
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Nei giorni scorsi, in non banale coincidenza temporale, anche il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio è stato al centro di un “caso” europeo che ha più di un’analogia con la vicenda Buttiglione. Ancora all’inizio di settembre l’Ecofin a presidenza olandese della Ue ha messo (con un blitz) all’ordine del giorno una discussione informale tra i ministri economici su fusioni e acquisizioni bancarie “transnazionali” in Europa. |
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Il partito socialista europeo e parte della sinistra parlamentare europea stanno compiendo un attacco frontale contro il nuovo commissario alla giustizia, onorevole Buttiglione, perché ha dichiarato che personalmente è in disaccordo sui matrimoni gay. Questo attacco è particolarmente grave e riempie di preoccupazione rispetto allo stesso parlamento europeo visto che il suo presidente Borrell ha detto di condividerlo. |
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Il professor Alberto Quadrio Curzio espone in un suo saggio una ricostruzione del secondo miracolo economico italiano, avvenuto tra gli anni ’70 e gli anni ’80, alternativo alle concezioni dominanti: «Mentre la grande impresa italiana pubblica e privata era prevalentemente ripiegata nel sicuro riparo del mercato interno, le imprese dei distretti industriali impararono a rendere sempre più |
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