| In attesa di Merkel, diffidate dagli uomini dal fare pacioso |
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| Vittadini | |||
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Le vicende immediatamente successive alle elezioni non possono che irritare qualunque persona di buon senso. Giorgio Vittadini La stupidità di esponenti del Polo ha fatto sì che,
a fronte di larghe maggioranze in diversi punti del mondo, l'essersi
presentati divisi comportasse la vittoria dell'Unione. Si dovrebbe dimostrare più umiltà e riconoscere la necessità dell'apporto di tutti. Purtroppo al posto di chiedersi quali siano le condizioni della governabilità, invece di trattare, certi leader agiscono come se i risultati degli exit poll fossero reali e si sbilanciano in dichiarazioni azzardate, quali: «Abbiamo tutti i numeri per governare cinque anni» e si lanciano in attacchi sferzanti all'opposizione. Per non parlare delle dichiarazioni imbarazzanti alla stampa estera e certe feste perlomeno esagerate. L'impressione è che per certi leader conti solo un potere fine
a se stesso, finalizzato ad affermare una volontà di occupazione
dello Stato, senza sapere bene e senza volere dire che cosa si intenda
fare. L'Italia non ha bisogno di questo. Visto che chi dovrebbe cercare la conciliazione, riflettere sui dati elettorali per dare al Paese solide maggioranze, non lo fa, c'è da sperare che lo facciano coloro che sono più riformisti, più capaci di guardare la società. C'è da sperare che emergano personaggi come la Merkel, in grado di riunificare paesi divisi e pensare al bene comune. O almeno come Schröder, che per non imbarcare gli estremisti ha perso. Quello di cui c'è bisogno sono statisti, non capi-popolo attenti a difendere la loro parte. Fino a che questo non avverrà, non resta che continuare a dire che l'ideologia e la confusione regnano sovrane e che ci sono mille contraddizioni da svelare. Speriamo non duri molto. In ogni caso occorre restare vigili ed evitare di lasciarsi imbonire da qualunque fare pacioso.
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